Essere prete della missione

Il segreto della nostra vita

Viviamo semplicemente. Ci sforziamo di essere aperti a tutto ed a tutti. Tentiamo di fare della piccolezza evangelica il modo quotidiano di essere. Viviamo in fraternità non sempre perfette, ma comunque desiderose di essere « autentiche ». Siamo uniti gli uni agli altri con un voto particolare: quello della stabilità, ossia di attendere ai compiti della Missione per tutta la vita. Il nostro spirito ci spinge a parlare del Vangelo a tutti, particolarmente ai poveri. La carità ci muove ad annunciare Cristo.

Il segreto della nostra vita è un rapporto personale con il mistero di Cristo vivente nelle vicende del mondo. E’ Lui che, nei poveri e sofferenti, vogliamo servire. Non siamo visionari, ma realisti. Nel dono del suo Santo Spirito incontriamo, in un’esperienza spirituale di figliolanza, la bellezza del rapporto con la paternità di Dio. E’ lo Spirito che anima la nostra preghiera: perciò siamo aperti a Dio che ci si rivela. Il Vangelo e l’Eucaristia nutrono le nostre giornate. Gesù Cristo è il segreto della nostra vita. Se non si capisce questo, non si capisce nulla della nostra vita.

Diversi, ma uniti nella missione

Esercitiamo il nostro ministero sacerdotale in modi diversi. Alcuni predicano le Missioni al popolo, in svariate forme: nella forma della missione popolare di durata quindicinale o nella forma di una missione continuata che si svolge per un lungo periodo in una zona pastorale. Altri seguono i movimenti laicali vincenziani per animarli al carisma della carità. Altri sono impegnati nelle parrocchie, dove esercitano il ministero in chiave missionaria e caritativa. Altri sono impegnati direttamente nelle opere di carità (tossicodipendenti, ragazzi abbandonati, carceri, famiglie in difficoltà…).

Questa diversità ci permette di incontrare tanta gente, ciascuno in base all’età, alla condizione di vita o di ricerca spirituale. Ciascuno vive la sua missione in base alle sue qualità ed ai suoi talenti personali. Ma tutti ci sentiamo legati da un’unica fraternità. Questo può anche non sempre essere visibile, ma la nostra comunione è reale.

Nella Chiesa e in un mondo secolarizzato

La società si è trasformata rapidamente. Con sé ha portato anche uno smarrimento esistenziale. Il non senso della vita attanaglia tanti nostri contemporanei. La dimenticanza di Dio, pensato per lo meno come superfluo, instaura uno stile di vita spersonalizzato ed in balìa del potere. In questo contesto le comunità cristiane talvolta si sentono smarrite. Noi missionari ci diamo il compito di rianimarle, facendo loro esperimentare la gioia della vita cristiana. 

La globalizzazione ha reso ricchi i più ricchi ed ancor più poveri i poveri. Il nostro impegno è di aiutare con la promozione umana le persone a ritrovare il gusto di essere se stesse, senza essere vittime delle situazioni di povertà, di abbandono, di scoraggiamento. 

Non possiamo arrivare a tutto. Siamo una fiammella nella notte del mondo. Il nostro desiderio è di allargare la luce della carità e della fraternità tra tutti gli uomini.

Preti nuovi in un mondo che si trasforma

Va da sè: la situazione dei cristiani nella nostra società occidentale non è facile. Ma ciò non vela l’esperienza interiore a cui lo Spirito sta chiamando la Chiesa. Essa è chiamata ad essere più modesta, più povera, più umile. Anche la nostra comunità è impegnata a farsi piccola con i piccoli ed a favorire il dilatarsi di una fede viva tra i cristiani.

Il prete non è più l’uomo che fa tutto. Egli sta imparando a vivere il suo ministero valorizzando i molteplici doni dei battezzati ed a condividere con loro l'annuncio del Vangelo. Come ogni trasformazione interiore questo cambiamento è appassionante e faticoso. Anche noi come sacerdoti esperimentiamo un nuovo modo di essere missionari. Al centro della nostra nuova missione sta la carità missionaria. Siamo impegnati a diventare artefici di comunione e di unità, mortificando noi stessi e valorizzando tutto il positivo che incontriamo negli altri.

L'audacia di essere preti della missione

In questo spirito abbiamo l'audacia di proporre ai giovani di diventare preti della Missione.

Perché? Perché il Vangelo è una Parola che dà vita. Molti hanno bisogno di uomini appassionati che vivano di fede, speranza e carità, uniti tra loro da un'amicizia soprannaturale, per testimoniare la gioia del vivere in Cristo.

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