La scoperta vocazionale

Ogni vocazione è una chiamata al rapporto con Cristo

La prima grande vocazione che coinvolge ogni uomo è la chiamata a vivere un rapporto vivo con Gesù Cristo. Ogni giovane che si apre alla vita porta in sé, magari mescolato a mille confusioni, un anelito a Cristo.

Nel desiderio di essere pienamente felice è Cristo che lo chiama a sé. Nell'attesa di un compimento umano nella verità, è Cristo che si fa sentire. Questa chiamata universale si specifica poi in una vocazione particolare per realizzare un'utilità nella Chiesa e nel mondo, affinché Cristo si dispieghi nella realtà e possa essere riconosciuto da tutti. Le due vie particolari maggiormente seguite sono la via del matrimonio e la via di speciale consacrazione o nel sacerdozio ministeriale o nella verginità consacrata.

La vocazione: scelta o chiamata?

Normalmente si pensa ad una vocazione come ad una scelta. Ma la vocazione è qualcosa di più profondo di una semplice scelta. Precede ogni scelta. È come una risorsa, nascosta all'inizio anche a noi stessi, che si fa strada lentamente man mano che la nostra coscienza si apre alla realtà. Ogni tanto questa risorsa si manifesta sotto forma di desiderio potente o di nostalgia per qualcosa di grande che il cuore vorrebbe. Occorre corrispondere alle piccole manifestazioni di queste attese profonde del cuore ed esservi aperti interrogandosi: che cosa vuoi, o Dio, da me?
 
Nel procedere della vita soltanto la serena tranquillità di aver risposto con onestà a quanto Dio ci chiedeva è la garanzia della nostra fedeltà. Allora, quando interverranno dubbi, perplessità, drammi, solo la consapevolezza di aver seguito la misteriosa volontà di Dio ci darà la pace necessaria per superare ogni turbamento.
 
Altrimenti se fossimo noi stessi padroni della nostra vocazione, non saremmo soggetti ad alcun vincolo: come abbiamo scelto una condizione di vita, potremmo abbandonare quella ed aprircene un'altra a piacimento. In tal modo però la nostra esistenza sarebbe guidata dall'anarchia, e non sarebbe più la paziente costruzione di un disegno che lentamente va prendendo forma nella fedeltà di un'intuizione originaria verificata, riconosciuta e abbracciata.

Per accogliere una vocazione: educarsi a saper seguire la verità di sé anche se costa

È necessario accettare la sfida della vita ed educarsi ad amare la verità più di se stessi, cioè del proprio comodo. Normalmente ricerchiamo "ciò che piace di più". Questa gioia che ci attrae è buona, però non bisogna fermarsi ad essa come se fosse fine a se stessa. Se si facesse così ci si abituerebbe a scegliere ciò che, di volta in volta, fa più comodo. Ma questo non è un buon criterio di maturazione umana. Invece la statura dell'uomo si vede quando egli usa la libertà in ciò che merita di più. Quest'ascesi della vita che s'interroga sul senso che costituisce la verità della propria vita è una condizione per capire là dove Dio ci vuole. Se non c'è questo desiderio di aderire a quello che Cristo ha preparato per me, qualunque cosa Egli mi chieda, io non sarò mai disposto a seguirlo là dove Lui mi chieda di andare.
 
Una vocazione dunque nasce nella fedeltà al grido del proprio cuore, preservandolo dalla nativa pigrizia di accontentarsi di scelte di comodo. Per essere felici nella vita bisogna avere il coraggio di tendere alla verità di sé, a qualunque costo, perché solo questa fedeltà profonda al proprio cuore ha il potere di renderlo contento.

Un aiuto a capire la propria vocazione: una guida nella Chiesa

Va da sè: la situazione dei cristiani nella nostra società occidentale non è facile. Ma ciò non vela l’esperienza interiore a cui lo Spirito sta chiamando la Chiesa. Essa è chiamata ad essere più modesta, più povera, più umile. Anche la nostra comunità è impegnata a farsi piccola con i piccoli ed a favorire il dilatarsi di una fede viva tra i cristiani.
Il prete non è più l’uomo che fa tutto. Egli sta imparando a vivere il suo ministero valorizzando i molteplici doni dei battezzati ed a condividere con loro l'annuncio del Vangelo. Come ogni trasformazione interiore questo cambiamento è appassionante e faticoso. Anche noi come sacerdoti esperimentiamo un nuovo modo di essere missionari. Al centro della nostra nuova missione sta la carità missionaria. Siamo impegnati a diventare artefici di comunione e di unità, mortificando noi stessi e valorizzando tutto il positivo che incontriamo negli altri.

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