Piccola Missione a Lucca (Toscana): "Rimettere Dio al centro della Vita"
RIMETTERE DIO AL CENTRO DELLA VITA
“Insegnaci a pregare! Rimettere Dio al centro della vita”, così titola la lettera pastorale dell’Arcivescovo di Lucca, mons. Paolo Giulietti, del 17 gennaio 2024. Questo invocazione/invito ha motivato la scelta coraggiosa di Don Paolo, parroco di sant’Anna, di offrire ai fedeli della stessa e a quelli della parrocchia confinante di san Donato, la proposta degli esercizi spirituali dal giovedì dopo le ceneri alla prima domenica di quaresima.
Ho avuto la grazia di animare questi giorni, vissuti con tanta semplicità e impegno da parte di un centinaio di adulti, con una meditazione al mattino presto dopo la celebrazioni delle lodi. A seguire la messa e la disponibilità alla confessione o alla direzione spirituale, fino a mezzogiorno. La sera la stessa meditazione del mattino, con più tempo a disposizione, e la compieta.
La richiesta di don Paolo di predicare questi esercizi spirituali è giunta improvvisa a noi missionari che siamo in Livorno. Né il parroco, né don Renato parroco di san Donato, né don Francesco vice-parroco di entrambe le parrocchie, sapevano dell’esistenza della Congregazione della Missione e ancor più poche notizie del carisma vincenziano. Il ritiro spirituale per il clero di Lucca, che hanno vissuto in gennaio a Quercianella presso le Figlie della Carità è stato provvidenziale. In quei giorni don Paolo era alla ricerca di un predicatore. Una domanda banale, “Come fate per la messa feriale?”, ha aperto la strada: “Vengono i nostri confratelli”. “Chi sono? E non potrebbero venire a tenere gli esercizi spirituali in parrocchia, così conosciamo più da vicino san Vincenzo e il suo carisma?”.
Valutata la richiesta e la possibilità di accoglierla, non mi è stato difficile unire le due aspettative dei sacerdoti: “rimettere Dio al centro della vita” attraverso la preghiera e la carità. Marco, un giovane che ha vissuto gli esercizi spirituali con molto impegno, dopo alcuni giorni mi ha inviato “due righe”, mi piace condividere la sua testimonianza.
Cosa mi resta?
Di tanto tempo che ho in una settimana (circa 168 ore !!)… Dormi, lavora, cucina, pulisci, riordina, rilassati, rispondi, telefona, accompagna, compra, cammina…. Così spesso, quando arrivo all’incontro col mio Signore, non posso offrirGli né perle preziose né frutti gustosi.
Nel tempo degli esercizi spirituali non è stato così.
Eppure la mia vita non è cambiata se non per 6 ore complessive spalmate su 4 giorni (il 3,6% :p del tempo di una settimana), comprensive di “compiti a casa”.
Nel contempo nei giorni degli esercizi ho: lavorato, pulito, riordinato, ecc.
Per restare in tema, è come se fosse stato aggiunto del Sale a un tempo altrimenti insipido, è come se fosse stato illuminato un ambiente altrimenti buio, in poche parole: ascoltare, masticare e godere degli esercizi spirituali predicati a me, laico, nella quotidianità del 2024 ha più di tutto ravvivato la Speranza.
La speranza di poter affrontare e vincere le piccole battaglie quotidiane che la vita ci pone davanti, non solo come persone, ma anche come cristiani che cercano di vivere e testimoniare la propria fede nella verità. Perché il più delle volte capita, nei frettolosi come nei più accurati esami di coscienza, di trovarmi a ripetere le solite meschinità di sempre, senza che uno percepisca mai di fare un passo avanti nel cammino per somigliare a Gesù (questione affrontata negli esercizi).
Ho scoperto quindi una verità antica eppure nuova per me: è vero che il Padre ha una pazienza infinita con noi ed è sempre pronto al perdono, ma è necessario che scardiniamo con forza certi meccanismi che ci tengono in qualche modo schiavi. Non si può rimandare per sempre questo momento, facendoci un alibi della Misericordia divina: il tempo di rimboccarsi le maniche è oggi.
Gli spunti e le riflessioni dell’infuocata, e nel contempo umana, predicazione degli esercizi spalancano una finestra sull’anima… Da lì passa un “soffio” vitale, una “Luce vera”, che fanno desiderare di fare “la Sua volontà”.
E ora? Ora pieni della presenza dello Spirito Santo, che ha indubbiamente ispirato questi esercizi, non ci resta che godere della Sua presenza condividendo con chi incontriamo i Suoi modi di fare perché solo provando ad Amare come Egli ci ama saremo Suoi amici, Suoi fratelli, Suoi Figli, Sua Chiesa e perché no: Suoi santi.
Grazie a chi ha reso possibile questo incontro! Marco
Padre Francesco Gonella, CM