Padre Valerio Di Trapani: “Come Vincenzo de’ Paoli, chiamati a vivere la gioia del dono”

Padre Valerio Di Trapani CM,: “Noi, come Vincenzo de’ Paoli, siamo chiamati a vivere la gioia di donare l’amore ricevuto da Dio”
Il 27 settembre 1660 a Parigi concludeva la sua esistenza terrena, “nascendo al Cielo”, Vincenzo de’ Paoli, fondatore della Congregazione della Missione. In occasione dell’anniversario, memoria liturgica del fondatore canonizzato nel 1737 da papa Clemente XII, il Visitatore d’Italia, cioè il padre superiore della Provincia Vincenziana d’Italia, padre Valerio Di Trapani CM, ha scritto una lettera ai confratelli, con la comunicazione ufficiale dell’indizione dell’Assemblea Provinciale 2027, richiamandosi alle sorgenti del carisma Vincenziano per trovarne ristoro, partendo dall’esame della propria vocazione per proseguire nel mondo, ridonando la Speranza che la società civile sembra aver troppe volte smarrito.
Scrive padre Valerio: “È davvero liberante e meraviglioso lasciare che sia lo Spirito di Cristo a ispirare e guidare le nostre scelte. In questo modo si evita sia il rischio dell’attivismo — che conduce alla frenesia e disconosce Cristo quale vero protagonista della nostra vita —, sia il pericolo dell’apparire e dell’autocentramento. Quest'ultimo, infatti, ci porta a indossare la maschera della perfezione per essere ammirati e approvati, nascondendo le nostre debolezze e mettendo in risalto le qualità personali, senza riconoscere il primato di Cristo. Noi, come Vincenzo de’ Paoli, siamo chiamati a vivere la gioia di donare l’amore ricevuto da Dio, costruendo relazioni serene con il prossimo ed evitando ripiegamenti su se stessi, chiusure, indisponibilità, immaturità e aggressività”.
La vocazione Vincenziana non è frutto di un ragionamento o di uno sforzo umano, pur lodevole: l’esperienza di fede, sottolinea padre Valerio, è prima di tutto iniziativa di Dio ed è Lui il protagonista. “Nessuno può generare la vita da una propria decisione o da un ragionamento” scrive padre Valerio “la vita nasce solo per concepimento e la vocazione non funziona diversamente. È un dono che viene da un Altro e dall’alto”. Avendo questo ben evidente, al centro della propria esistenza e del ministero della Congregazione della Missione non può che esserci Cristo.
Forti di questa centralità, consapevoli dell’amore donato e della forza dello Spirito Santo, la Congregazione può aprirsi ai fratelli. Scrive padre Valerio: “Sono sempre più convinto che fuori dai nostri contesti, oltre le nostre “comfort zone”, esista tanta fame di Dio e del suo amore e che occorrano operai disponibili ad annunciare il Vangelo, ad ascoltare e accompagnare giovani e adulti a discernere la volontà di Dio e ad assaporare il suo grande amore. Serve uno slancio rinnovato, una passione e zelo che infiammino i nostri cuori per vincere le delusioni, le frustrazioni che talvolta caratterizzano questo nostro tempo in cui gli spazi per la fede e la spiritualità sembrano restringersi”. Le comunità di Livorno, Lecce, Gruda e Re in Albania, sono state individuate per favorire l’accompagnamento vocazionale dei giovani e degli adulti che desiderano fare discernimento.
La Provincia italiana della Congregazione della Missione è ora attesa da più appuntamenti. Ci sarà nei prossimi mesi la visita dell’assistente generale, padre Dominique Iyolo Iyombe, CM. Il 27 settembre a Lecce, saranno ammessi al Seminario Interno i seguenti giovani: Epiphanos Dempessang e Aristide Atanga Akoa della Provincia del Camerun, Ricardo Tinarivo e Daniel Andriamiharimanana della Provincia del Madagascar, Aaron James Ricardo Veloso della Provincia Missionari Vincenziani Italia. Si aggiungerà più tardi il seminarista proveniente dalla Provincia di Irlanda che ritarderà a causa di contrattempi dovuti ai visti d’ingresso. Dal 1° ottobre, ogni mese, verrà organizzato un appuntamento mensile di preghiera da vivere nelle comunità locali, coinvolgendo il maggior numero possibile di giovani, laici e consacrati.
Per informazioni
Elena Grazini
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