Skip to main content

Padre Valerio ai missionari: “San Vincenzo ispiri il nostro cammino di cambiamento creativo”

logo esteso
Padre Valerio ai missionari: “San Vincenzo ispiri il nostro 
cammino di cambiamento creativo”

 Ai confratelli della Provincia
Missionari Vincenziani Italia 

Carissimi confratelli,
la Grazia del Signore sia sempre con noi!

Abbiamo da poco celebrato l’Assemblea Provinciale nella quale ci siamo confrontati sull’identità e la missione della nostra Congregazione alle soglie del V° centenario. Sono stati accesi tanti fuochi e condivisi i sogni di molti tra noi.

Come accade ai discepoli dopo un evento importante, anche noi siamo costretti a passare all’altra riva (cf Mt 14,22) per riprendere nel silenzio e nella preghiera con i confratelli di Casa, le parole, le decisioni e i cambiamenti che la storia ci invita a considerare e che siamo chiamati a realizzare. In Assemblea sono risuonate spesso le parole del Santo Padre Francesco: «oggi non viviamo un’epoca di cambiamento quanto un cambiamento d’epoca. Le situazioni che viviamo oggi pongono dunque sfide nuove che per noi a volte sono persino difficili da comprendere. […] Dovunque voi siate, non costruite mai muri né frontiere, ma piazze e ospedali da campo» (Francesco, Discorso, Firenze 10 novembre 2015); vi chiedo di implorare con me san Vincenzo de’ Paoli affinché ispiri il nostro cammino di cambiamento creativo, seguendo i sogni che ci siamo raccontati in Assemblea e infiammati dal fuoco d’amore che ha ‘acceso’ la vita del nostro fondatore. 

fedeltà a Dio e fedeltà all’uomo

Il sogno di cambiamento espresso più volte in Assemblea, non consiste nel tradire la nostra storia, ma piuttosto nell’attualizzare il carisma oggi. Papa Francesco, ai partecipanti al Congresso internazionale sulla catechesi disse: «Per essere fedeli, per essere creativi, bisogna saper cambiare. Saper cambiare. E perché devo cambiare? È per adeguarmi alle circostanze nelle quali devo annunziare il Vangelo» (Francesco, Discorso ai partecipanti al Congresso internazionale sulla catechesi, 27 settembre 2013). Il cambiamento afferma una duplice fedeltà tipica del Vangelo: fedeltà a Dio e fedeltà all’uomo.

 Vincenzo de’ Paoli, grande riformatore nella Chiesa, operatore di cambiamenti, è stato spinto alla missione ai poveri e alla formazione del clero, dalla carità ardente, dallo zelo che lo animava e che lo ‘costringeva’ ad una condizione di agitazione continua: «È certo che la carità, quando prende possesso di un’anima, ne assorbe interamente le energie. Non dà tregua: è come un fuoco che s’agita senza interruzione, tenendo sempre in esercizio e in attività la persona che ne è avvinta» (SVit, XI 216).

seguire Cristo evangelizzatore dei poveri

 La fedeltà alla vocazione di seguire Cristo evangelizzatore dei poveri, conduceva Vincenzo a vivere tenacemente in una condizione di attenzione ai segni dei tempi e continuo cambiamento di sé stesso e della realtà che lo circondava, superando immobilismi e convenienze. Mi vengono in mente, a questo proposito, le parole di San Vincenzo che raccontava dei fatti accaduti a Genova in seguito alla peste. I confratelli, costretti dalle circostanze, lasciarono in una settimana la loro casa per andarsene in una in affitto, cedendo la loro abitazione per realizzarne un ospedale per gli appestati. Vincenzo loda la fatica e la sofferenza dei confratelli che in pochi giorni hanno dovuto cambiare la loro abitazione, le loro abitudini e consegnare sé stessi a vantaggio dei poveri ammalati di peste. Il cambiamento è segno di fedeltà e comporta spesso privazioni e sofferenze: «Grazie a Dio, stanno soffrendo nel modo giusto, anzi beati loro che soffrono per il bene pubblico! Il loro è un soffrire per il bene di tutti: per Dio prima di tutto e poi per gli altri. Vedete, fratelli miei, dobbiamo essere disposti, anzi desiderare di soffrire per Dio e per il prossimo, di consumarci per questo» (SVit, XI 402). 

epoca di cambiamenti

In quest’epoca di cambiamenti, il Signore ci accompagni come fece con i discepoli ad Emmaus, facendoci ascoltare la Parola, infiammando i nostri cuori e lasciandoci assaporare la bellezza di cambiar strada, di tornare trasformati, rinnovati, felici a percorrere sentieri inattesi indicati da Dio. Infiammati d’amore possiamo vivere la virtù vincenziana dello zelo amando intensamente il Signore e i poveri in modi sempre nuovi, evitando di rimanere legati ai ministeri e servizi che talvolta si ripetono, sempre uguali, da anni. San Vincenzo, ormai avanti negli anni, sentiva l’obbligo di lavorare per la salvezza pronto anche alla novità, al cambiamento: «Qualcuno potrà addurre l’età come scusa. Quanto a me, nonostante la mia età, davanti a Dio non mi sento scusato dall’obbligo che ho di lavorare per la salvezza dei poveri. Chi potrebbe impedirmelo? Se non potessi predicare tutti i giorni, lo farei due volte alla settimana; se non potessi salire sui grandi pulpiti, cercherei di predicare ai piccoli; e se neanche potessi essere ascoltato da questi piccoli, chi m’impedirebbe di parlare alla buona e familiarmente al buon popolo, come vi parlo ora, facendolo avvicinare in circolo come siete voi?» (SVit XI, 136) 

Il Signore ci doni lo zelo, la passione per l’evangelizzazione dei poveri che è contagiosa e come il fuoco si diffonde e si comunica anche ai giovani, agli uomini e alle donne che conosciamo e che dobbiamo coinvolgere nella missione di evangelizzare e servire i poveri. Il Signore ci aiuti a formare comunità cristiane di consacrati e laici che sappiano vivere accanto ai poveri e che siano capaci di educare alla cura del debole.

Vi invito a festeggiare con gioia e gratitudine la Solennità di San Vincenzo de’ Paoli allontanando da noi la tristezza che spesso è legata all’ingratitudine, allo stare chiusi in sé stessi e incapaci di riconoscere i doni di Dio (cf. GE 126).

Tanti auguri a tutti e state lieti!
Vostro fratello in Cristo e San Vincenzo.

Roma, 27/09/2024
Solennità di San Vincenzo de’ Paoli

P. Francesco Valerio Di Trapani CM
Visitatore Provincia Missionari Vincenziani Italia

 

LOGO 400 ANNI 1