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Padre Valerio ai Confratelli della Provincia: "La Pasqua, è una forza viva che cambia tutto, la storia, la morte e il nostro sguardo".

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Ai confratelli della Provincia
Missionari Vincenziani Italia

Carissimi confratelli,
sono molto lieto di scrivervi in questo giorno molto prezioso in cui abbiamo partecipato alla Messa Crismale in Cattedrale, per riaffermare la nostra appartenenza alla Chiesa e per rinnovare le promesse fatte nel giorno della nostra ordinazione sacerdotale.

Oggi, 17 aprile 2025, è un giorno memorabile anche perché ricordiamo 400 anni dalla Fondazione della Congregazione della Missione, quando nel Palazzo Gondi, dopo mezzogiorno, è stato stipulato un contratto che sancisce la nascita della Congregazione dei Preti della Missione. Vincenzo Depaul scriveva di noi: “noi siamo quelli che portiamo il sacco, quei poveri ignoranti che non sanno dir nulla, quei piccoli spigolatori che vanno dietro ai grandi missionari. Ringraziamo Dio di essersi compiaciuto di gradire in questo i nostri servigi. Offriamogli con i nostri piccoli manipoli le abbondanti messi degli altri. Siamo sempre pronti a fare quello che è in nostro potere per il servizio di Dio e del prossimo. Se Dio ci ha dato una benedizione così grande, non cesserà di darcene ancora; se ha dato sì bella luce, così grande grazia a quel contadino da meritare che la storia lo ricordasse, speriamo che, facendo tutto il nostro possibile per contribuire all’onore di Dio, per quanto sta in noi, Egli faccia il resto, riceva benevolmente e benedica i nostri poveri lavori e le nostre misere offerte. Egli si serve di chi vuole per operare grandi cose”. (SVit XI, 290)

Siamo gli spigolatori come Rut, che raccoglie le spighe di grano che gli altri tralasciano (Rt 2,2) e ci nutriamo delle briciole che cadono dalla tavola del padrone (Mt 15,27). Cari confratelli, siamo spigolatori poveri, ma come Rut resi capaci di grande fedeltà e invitati a voler bene a tutti: ai fratelli di Comunità, ai poveri, ai fratelli e sorelle che incontriamo a cui rimanere fedeli anche nei momenti in cui sembra che la vita vada in frantumi. Come Rut rimase accanto a Noemi, così noi siamo chiamati a rimanere accanto ai poveri, ai giovani in cerca di senso, ai fratelli più fragili che vivono nelle nostre Comunità e che attraversano momenti difficili.

Come san Vincenzo, anche io chiedo per la nostra Provincia che il Signore benedica il nostro umile servizio nella sua vigna e continui a servirsi di noi per fare grandi cose. 

A Pasqua celebreremo Cristo risorto: non è un ricordo del passato. È una forza viva che cambia tutto, la storia, la morte e il nostro sguardo perché la Resurrezione non cancella la Croce, ma ci permette di guardarla in modo nuovo. La luce del mattino di Pasqua trasfigura anche la notte del venerdì Santo.

Gesù risorto non si presenta ai discepoli con un corpo senza ferite, ma anzi egli le mostra a Tommaso per farsi identificare e soprattutto perché esse non gridano più morte, ma parlano di amore fedele e di speranza invincibile. 

Cari confratelli, anche le nostre croci — quelle che ci piegano, ci spaventano, quelle che non abbiamo scelto — alla luce della Resurrezione non sono più segno di sconfitta, ma luogo in cui possiamo proclamare il suo amore.

La Resurrezione ci abilita a guardare le nostre e altrui sofferenze con occhi nuovi, sapendo che Dio le abita. Sulla croce non siamo soli e quando ci sembra di essere sul Golgota, abbandonati, inchiodati a situazioni che non comprendiamo, la Pasqua ci ricorda che la tomba è vuota, e che la Croce non è l’ultima parola. L’ultima parola è la Vita, la gioia piena.

 Chiediamo a Cristo uno sguardo pasquale, non ingenuo, ma pieno di fede che sa vedere nella durezza del legno, la promessa di un giardino e nella ferita, una fonte di grazia. 

Desidero rivolgere il mio pensiero ai confratelli che in questi giorni si trovano in ospedale o vivono un tempo di particolare fragilità, a coloro che attraversano un tempo di crisi e di deserto, ai nostri cari che fanno esperienza della solitudine e delle infermità: preghiamo per loro affinché il Risorto faccia scorgere tra queste ferite il suo volto luminoso e trasfigurato.

Tanti auguri. Vostro fratello in Cristo e San Vincenzo

Roma, 17/04/2025 

P. Francesco Valerio Di Trapani CM
Visitatore Provincia Missionari Vincenziani Italia