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Padre Carmine Madalese: la gioia e la libertà vissute in 30 anni di Sacerdozio

TRENTESIMO ANNIVERSARIO ORDINAZIONE SACERDOTALE di PADRE CARMINE MADALESE

Di solito sono stato sempre un po’ restio a parlare di quando sono coinvolto in prima persona, ma in questa ricorrenza del 30° anniversario della mia Ordinazione Sacerdotale il vero protagonista e la persona da festeggiare, non sono io, ma è il Signore Gesù che il 15 gennaio di 30 anni fa, in questa mia cara  Parrocchia della Medaglia Miracolosa, per le mani dell’allora Vescovo di Pozzuoli Mons. Silvio Padoin ha avuto la bontà di chiamarmi a servirlo nella sua Chiesa nella Congregazione della Missione come prete della missione.

Fin dall’inizio del pontificato di Papa Francesco, sono stato molto colpito dal suo motto «Miserando atque eligendo», scelto per misericordia e dalla frase che spesso ripeteva: «Io sono un peccatore sul quale il Signore ha posato il Suo sguardo».

Ecco, solo questo sguardo è per me la ragione per cui sto facendo questo cammino. Pertanto ciò per cui davvero dobbiamo festeggiare è la fedeltà del Signore che ha saputo fare della mia pochezza umana uno strumento prezioso nelle sue mani per l’annuncio del Vangelo. 

Che cosa ho ricevuto in questi anni? Due cose soprattutto: la gioia e la libertà.

Il prete “è l’unto con olio di gioia”, ci diceva Papa Francesco in occasione di una messa crismale di alcuni anni fa. I tre Papi che mi hanno accompagnato in questi 30 anni mi hanno trasmesso il senso vero della gioia, la gioia del Vangelo, quella che si vive quando s’incontra Gesù. E con la gioia, dicevo, ho ricevuto il senso di una grande libertà: libertà di stare con tutti e di affrontare tutto senza dovere nulla a nessuno se non al Signore e al suo amore. Ho capito che cosa significhi e come sia possibile realizzare, in qualche modo, il motto paolino “farsi tutto a tutti, per condurre tutti a te Signore”, Si può essere tutto a tutti quando ci si sente liberi di farsi dono senza riserve e senza attendersi nulla in cambio.

La ricchezza di un prete è la sua gente!

Io sono stato proprio fortunato in questo. Sia nei miei primi anni di sacerdozio a Lecce dove ora sono parroco, quando giovincello iniziavo ad imparare a fare il prete, sia negli altri 10 anni a Lamezia Terme in Calabria e poi qui Napoli in questa Comunità parrocchiale della Medaglia Miracolosa, a Livorno alla nostra parrocchia di Santa Elisabetta Anna Seton, in queste quattro parrocchie dove sono stato parroco, ho sempre incontrato gente che, in diversi modi, ha costudito la mia gioia sacerdotale. 

Quando un prete è inviato in una comunità, sa che se ne dovrà fare carico e prendersene cura, ma ci mette poco a capire che è vero anche il contrario: è la gente che si prende cura di lui, che lo sorregge, lo sostiene, lo conforta, lo stimola, a volte lo rimprovera e lo sgrida, e lo costringe con amore a convertirsi e a cambiare.

Voglio concludere. Con il grazie al Signore per il dono della sua fedeltà voglio ringraziare tutti voi, a tutti, proprio a tutti il mio grazie più sincero e l’augurio di non staccarci mai dallo sguardo del Signore, che è uno sguardo di amore e di misericordia.

Padre Carmine Madalese CM