Luci che illuminano le sbarre: P. Lorenzo Durandeto CM racconta la sua esperienza in carcere.
Rubrica “Luci tra le sbarre”
Luci che illuminano le sbarre
L’esperienza del carcere ha la “bellezza” di poter essere vissuta da diversi punti di vista, non solo quello di chi svolge un servizio all’interno. Nell’incontro nazionale con tutti i cappellani e volontari degli istituti penitenziari italiani che si è svolto ad Assisi lo scorso aprile il cardinale Zuppi nel suo intervento sottolineava come sia importante fare “cultura” sul carcere, per sensibilizzare la società su questo tema così forte e delicato.
Oggi vorrei raccontare alcuni piccoli episodi appunto collaterali alla mia esperienza come Cappellano ma che mi sono rimasti nel cuore e possono aiutare nella riflessione.
Al termine di una celebrazione in una cappella campestre della zona di Tricesimo (dove aiuto con le Messe nel fine settimana) mi si avvicina il sig. Giuseppe, presenti altre persone in un momento conviviale, che mi dice: “Sa padre questa settimana ho letto sul giornale dell’ennesimo suicidio in un carcere italiano. Fino ad adesso non avevo mai riflettuto su questo argomento e giravo pagina. Volevo dirle che avendo fatto la sua conoscenza questa volta mi sono fermato a riflettere su questo problema così importante e la ringrazio per avermi indirettamente dato questa opportunità”. Ringrazio per la sensibilità e l’esempio di cultura nell’andare oltre i nostri pregiudizi.
Come sappiamo anche dalla cronaca nelle carceri quando arriva l’estate si presenta il problema (se non il dramma in alcuni casi) del caldo soffocante. Così nel mese di luglio tramite la direzione della Casa Circondariale mi viene chiesto un aiuto per comprare dei ventilatori per tentare di tamponare la situazione. Mi reco in un noto grande magazzino nei dintorni di Udine (ci tengo a sottolineare uno dei pochi che alla domenica tiene chiuso) e incontro il responsabile del punto vendita per vedere se riesco a racimolare un po’ di sconto… Oltre alla cordialità e l’ascolto attento arriva la sorpresa: “Padre i primi tre glieli regalo io, di tasca mia”. Grazie sig. Giuseppe (si un altro Giuseppe!)… grazie di cuore per questa spontaneità così priva di retorica ma di concretezza.
Altrettanto gratuito ma con uno spirito ancora più significativo è il gesto che hanno fatto due detenuti del carcere di Tolmezzo; al termine di una Messa che ho celebrato ho raccontato l’episodio della generosità avuta nel negozio di cui sopra: “Padre vorremmo contribuire anche noi ad aiutare il caldo del carcere di Udine”. Non posso dire i nomi ma cari ragazzi siate certi che il vostro gesto raggiunge il cuore e porta davvero luce tra le sbarre.
“Signore ti preghiamo per tutti coloro che padre Lorenzo incontra in carcere. Concedi loro speranza e la forza di cambiare; accogli il loro pentimento e riempi i loro cuori con la tua grazia”. È la Messa di sabato sera nel Duomo di Tricesimo e questa preghiera dei fedeli è stata scritta e letta dai ragazzi nella celebrazione che conclude le tre settimane dell’oratorio estivo. Il parroco don Dino pochi giorni prima mi aveva invitato a fare una testimonianza come Cappellano del carcere ai bambini, ragazzi e animatori presenti in una delle mattinate. Un incontro piccolo e semplice ma sentito e concluso con la preghiera insieme. Partecipando alla celebrazione conclusiva sono sincero nel dire che non mi aspettavo questa preghiera e mi sono commosso. Erano presenti moltissimi genitori e tanti parrocchiani e credo che un messaggio come questo non sia scontato, soprattutto perché non si deve avere timore nel parlare di queste cose anche ai più piccoli. Un cristiano, un battezzato non nasconde i problemi sotto il tappeto ma con delicatezza, pazienza e forza li affronta, anche nei contesti più impensabili. Grazie anche a questi ragazzi per aver ascoltato e compreso.
Queste sono piccole luci che questa volta illuminano le “sbarre” dall’esterno: piccole ma significative perché la fede passa attraverso la testimonianza così come Gesù ci ha insegnato di fare nel suo Vangelo.
p. Lorenzo Durandetto CM
Cappellano Casa Circondariale di Udine
