L’INCONTRO DEI GIOVANI CONFRATELLI MVI (11 E IL 12 OTTOBRE 2023 A ROMA).
L’INCONTRO DEI GIOVANI CONFRATELLI MVI (11 E IL 12 OTTOBRE 2023 A ROMA).
È stato un incontro caratterizzato dalla familiarità nel racconto vicendevole dell’esperienza apostolica e personale di ciascuno. Il punto di partenza sono state le indicazioni che San Vincenzo ha rivolto a padre Durand (SVit X, 274 ss).
Il nucleo essenziale di questa esortazione ruotava attorno a questo pensiero: per trasmettere agli altri il mistero del Regno è necessario assumere i contorni di Gesù, lasciandosi generare dal suo Spirito ed assumendone il carattere, poiché la cura delle anime è un’opera divina. I pensieri che ci siamo scambiati hanno permesso di passare dal piano ideale a quello reale dei vissuti. Ascoltandoci sono emerse le cose belle che lo Spirito Santo sta generando in noi e attorno a noi attraverso il nostro ministero sacerdotale. Sono stati espressi alcuni pensieri che lasciano trasparire le nostre esperienze, le quali in sintesi mettono in luce il tentativo di una pastorale dell’incontro, più che di una pastorale dell’indottrinamento o della ritualità.
Li raccolgo nella forma imperfetta di appunti.
“Il modo con cui Dio si manifesta è l’imprevedibilità dello Spirito, che chiama attraverso situazioni non studiate o programmate. Molta gente vive come assonnata intorno alle fatiche della vita senza avere una chiara ragione di quello che fa, però quando la accogliamo con rispetto e simpatia si risveglia e con stupore la si vede fiorire e, talvolta, ripensa il proprio modo di vivere.”
“Ci sono due momenti importanti nella mia esperienza missionaria: la confessione e il dialogo. Mi rendo conto che non ci vogliono tante parole, ma parole giuste e al momento opportuno. Le mie parole sono giuste, quando non sono mie, e le tiro fuori dalla preghiera”.
“Gli altri, anche quelli che non frequentano la Chiesa, restano stupiti se li ascoltiamo e narriamo loro il Vangelo. Le irregolarità che incontriamo non devono meravigliare. Bisogna accogliere, accogliere, e ancora accogliere, senza giudicare. Con lo sguardo largo di Gesù. Le irregolarità che incontriamo servono per cambiare noi stessi: solo allora possiamo accompagnare coloro che vivono in quelle situazioni”.
“Dio opera nella precarietà. Non possiamo fare tutto, ma quello che facciamo sia fatto bene. È necessario mettere ordine in quello che facciamo. Devo stare attento alla compulsività con cui vorrei rispondere a tutti i bisogni che mi vengono presentati: il rischio è la dispersività. Il centro unitario della mia esperienza è l’intuizione che lo Spirito di Dio apre finestre inattese, che sono un invito di consolazione e di pace”.
“La logica di Dio è di scendere dall’alto al basso, sempre più in basso e – paradossalmente – questa sua discesa genera la nostra libertà. In tutto questo vi è una generosità senza limiti, poiché in lui c’è la logica dell’abbondanza. Così la grazia non è da gestire, ma da accogliere. In noi c’è scarsità di tutto, e perciò cerchiamo di lavorare per il risparmio e “tratteniamo”, perché abbiamo paura di perdere il poco che abbiamo. Mi sto accorgendo che la semplicità del Vangelo è sorprendente per la gente. Per loro è una scoperta: e questo sta diventando per me un modo per evangelizzare”.
Dopo aver visto un filmato sulla Vocazione di Matteo del Caravaggio, abbiamo fatto un percorso per visitare le sue opere presenti nelle chiese di Roma. Purtroppo la Chiesa della Madonna del Popolo (Conversione di san Paolo e Crocifissione di Pietro) era chiusa per restauro. Ma abbiamo visto La Madonna dei pellegrini nella Chiesa di Sant’Agostino e gustato la Cappella Contarelli a San Luigi dei Francesi.
Nella verifica finale abbiamo deciso di aprire un gruppo whatsapp con il titolo “Giovani Confratelli MVI”.