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"Io nomade con Dio": il nuovo libro di Padre Calogero Di Fiore

Io nomade con Dio: il nuovo libro di Padre Calogero Di Fiore

Padre Calogero Di Fiore è membro della Congregazione della Missione di San Vincenzo de’ Paoli. Ha conseguito la licenza in scienze dell’educazione con specializzazione in pastorale giovanile e catechetica e il dottorato in teologia pastorale presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. Dal 2010 è parro- co a Palermo. Tra le sue pubblicazioni: In viaggio verso te. Itinerario per adolescenti e giovani (Elledici 2014); Alpha. Ricominciare dal primo annuncio (CLV 2020). 

Ecco l’intervista in occasione del suo nuovo libro. 
https://www.disp.it/disponibile-il-numero-di-pagine-aperte-di-gennaio-febbraio-2024/

ESSERE NOMADI: METTERSI IN VIAGGIO CON UN NUOVO SPIRITO PER AVVICINARSI A DIO

Cosa l’ha portata a scrivere questo libro? 

Da molti anni lavoro sul campo della evangelizzazione, in particolare rivolta ai giovani, senza mai dare niente per scontato ma con la convinzione che ogni esperienza di spiritualità debba attingere allo straordinario “repertorio” che offre la Parola, unica capace di intercettare ogni sensibilità, proponendo la novità che nasce da un linguaggio antico ma sempre attuale. Questo testo è un invito a scoprire nuove prospettive di ascolto, non è un catalogo di personaggi da imitare. 

Cosa troverà il lettore nel testo, in sintesi? 

Il testo è una proposta articolata in diverse dimensioni umane, quelle delle persone che incontriamo di volta in volta, lasciandoci invadere dall’esperienza di una fragilità umana che intercetta la nostra stessa fragilità. Non sono supereroi, sono soltanto uomini e donne che attraversano le pagine della Scrittura consegnandoci le loro incertezze, paure, debolezze, dietro una chiamata che vuole condurli al servizio di un Dio appassionato dell’uomo in quanto tale. Abram, Mosè, Geremia, Maria, Pietro, Paolo e tanti altri hanno detto il loro “sì” a un mistero che li ha condotti per mano, per una strada difficile, verso un’unica meta di salvezza, si sono fidati perché la fede in fondo è questo: fidarsi. La sintesi del testo? Proviamo a fidarci anche noi... 

Perché il nomade? 

La metafora del cammino, profondamente biblica, resta un’efficace proposta nell’educazione dei giovani alla fede (ma non la escludo neanche per gli adulti) e può essere, quindi, utilizzata come un valido strumento nella nuova evangelizzazione. Il nomade sperimenta diversi luoghi e diversi modi di vivere, ma soprattutto nuovi modi di relazionarsi con l’altro, grazie alle possibilità di incontro durante il suo percorso. Continuare a immergersi in altri mondi vuol dire percepire in un modo sempre nuovo la propria vita realizzando in sé stessi trasformazioni positive. 

Cosa si aspetta da questo suo nuovo lavoro? 

Nutrire delle aspettative in un certo senso contraddice la natura stessa della missionarietà: è un seme gettato in un campo che ha bisogno di riscoprirsi fertile e che forse si mostrerà tale se le proposte resteranno proposte, senza la pretesa di diventare esaustive. Questo lavoro nasce da un’esperienza di oltre venticinque anni al servizio dei giovani, della comunità e dei poveri e a loro vuole rivolgersi per offrire un contributo, non di tipo “intellettuale” ma di tipo esistenziale, con la consapevolezza che nulla è indispensabile ma niente è inutile, in un mondo che cambia così rapidamente, giorno dopo giorno, ma che nel bisogno di sentirsi amati è sempre uguale. 

Calogero Di Fiore CM