Il ricordo di un amico di P. Osvaldo Lazzarini

Il ricordo di un amico di P. Osvaldo Lazzarini

Riceviamo e pubblichiamo da Michele Marra un ricordo su P. Osvaldo Lazzarini, missionario Vincenziano

Don Osvaldo Lazzarini, nato a Spoleto 97 anni fa, ci ha preceduti nella casa del padre, il 17 Agosto 2019. Missionario Vincenziano, arrivato a Castel Morrone con Padre Carelli a costituire il nucleo storico vincenziano in via Ciummiento, con la costruzione di un secondo palazzo, adibito oggi a Clinica delle Magnolie. P. Osvaldo divenne parroco di Santa Maria Della Valle nel 1968. E' stato il parroco piu’ longevo della storia della parrocchia. La sua missione e’ stata sempre rivolta ai giovani fin da quando venne assegnato al Villaggio del Fanciullo di Pozzuoli ed e’ proseguita con tante iniziative nel Comune di Castel Morrone sempre con i giovani. Nell’anno 1975 riusci’ a costituire un primo gruppo di ragazzi che oggi sono tutti oltre i 50 anni con i quali realizzo’ il primo gruppo teatrale, definito “Teatro di Campagna”, poi la Biblioteca Giustino De Jacobis, quindi il gruppo che diede vita a numerose rappresentazioni della passione e morte di nostro Signore, dopo che egli stesso aveva scritto il testo quanto piu’ vicino ai vangeli. Fu nella sala parrocchiale costruita da P. Osvaldo che per anni si e’ costituito un gruppo culturale che ogni settimana affrontava temi del vangelo, il sabato proiettavano dei film, si formavano i bimbi al catechismo, nasceva il premio letterario Luiba. Un lungo percorso di formazione, di cultura, di crescita spirituale che ha vivacizzato la parrocchia di Santa Maria della Valle per decenni. Come non ricordare, il giovedi pomeriggio, quando per lunghi decenni organizzava i giochi per i ragazzi, nel periodo estivo, per avere l’occasione di parlare con i giovani anche durante le vacanze. E' stato professore di religione per tanti anni presso le scuole elementari e  medie, l’amico di tutti, l’amico degli scout di Casagiove, intrepido nei campi e nella sua azione religiosa. Con la scomparsa di P. Osvaldo finisce un’epoca che ci ha visto ragazzi, giovani, adulti e quindi nonni e tanto dobbiamo a lui nel nostro percorso culturale.
Nel 1968 dopo il Concilio Vaticano secondo, eravamo i cherichetti addetti alle funzioni di Padre Sorrentino, predicatore di grande carisma, capace di rivitalizzare le funzioni con una dialettica severa ma anche accattivante e poi di P. Osvaldo che ha sempre fatto della fede profonda il suo cavallo di battaglia. Quanti danni abbiamo cagionato a P. Osvaldo da quando gli rompemmo la lambretta a quando finimmo il suo famoso “centerbe” . Ricordo anche quando lo convinsi ad un pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo e con la mia faccia tosta chiamai i francescani per consentirgli di celebrare la S.MESSA e la sua gioia immensa nel poter celebrare messa, nella piccola chiesa di Padre Pio quella originaria, con arrivo, manco a farlo apposta, qualche minuto prima della celebrazione con altri due sacerdoti; ma anche quando da ragazzi ci portava a Nisida presso l’abitazione del fratello Marcello, ragioniere del carcere minorile e qualche volta si scambiavano per i nuovi discoli arrivati al penitenziario .
Il terremoto del 23 novembre 1980 lo abbiamo vissuto durante una proiezione di un film, il sabato sera, proprio nella sala parrocchiale e non dimentichero’ mai le madri dei piccoli avventori, che dopo il gravissimo sisma di un minuto di durata, la prima cosa che fecero fu quella di prendere a schiaffi i figli che si erano allontanati da casa, in un momento di paura e sconforto. Non dimenticheremo mai la sua opera perche’ fa parte della nostra stessa vita. Riposa in pace carissimo P. Osvaldo e felicemente potrai gioire nei campi elisi con un nugolo di giovani ben piu’ grande di quello che hai educato alla vita nella parrocchia di Santa Maria Della Valle .

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