Collegio Leoniano. Mostra curata da Padre Mezzadri in occasione del Giubileo della Fondazione della Congregazione della Missione
SUI SENTIERI DI DIO
UN VIAGGIO INIZIATO 400 ANNI FA E CHE CONTINUA ANCORA
Visitabile da oggi al Collegio Leoniano di Roma la mostra curata da Padre Luigi Mezzadri CM intitolata SUI SENTIERI DI DIO. UN VIAGGIO INIZIATO 400 ANNI FA E CHE CONTINUA ANCORA, sul "dono di Dio" che è stata l'esperienza di S. Vincenzo e la nostra.
Ecco il testo di presentazione.
Per gli anniversari si celebra il passato. Nel caso delle nazioni si fanno sfilate militari. Trattandosi del nostro passato avremmo potuto raccogliere cimeli e notizie e raccontare «Come eravamo». Avremmo corso il rischio di autocelebrarci. Ha un senso quando sappiamo che ciò che siamo e facciamo è dono di Grazia?
Si è scelto un paradigma diverso: celebrare il dono di Dio. In fondo se avessimo messo al centro uomini e donne, avremmo dovuto parlare di morti. Il dono di Dio è vivo e vitale. Dunque, capace di creare nuove meraviglie di Grazia.
L’abbiamo chiamato sentiero per sottolineare che si tratta della discesa dal Monte di Dio. E dalle alte montagne si discende con i sentieri.
Tutto inizia negli anni Ottanta del XVI secolo. Finiscono in Francia le guerre di religione, fra cattolici e ugonotti. Guerre volute e non casuali. Il risultato? Rovine e vergogna. Questo è quanto sono stati capaci gli uomini. Ma Dio si è chinato sulla nostra miseria e ha suscitato nella regione più povera della Francia e più lontana dalla capitale non un grande condottiero, ma un bambino: Vincent Depaul, in italiano Vincenzo de Paoli (1581-1660).
Tav. I: a sinistra in basso si vedono i resti di battaglie; e a destra un pastorello innalzato su trampoli che suona il flauto, in questo caso veramente “magico”, per il bene che susciterà.
Tav. II: a sinistra il santo che predica a Folleville (gennaio 1617) e che riporta il Vangelo nelle chiese (l’omelia rinasce nel XVIII sec.) e fa rinascere un processo di riconciliazione con Dio nella confessione; a destra una processione guidata dal Vangelo, che esce dalla Chiesa di Châtillon e porta la carità nelle case e che ha dato origine al volontariato vincenziano.
Tav. III: ci siamo ispirati alla fuga in Egitto di Giotto, perché il grande pittore medievale è riuscito a trasmettere la sensazione che quello della S. Famiglia non fu una fuga, ma una conquista. Vincenzo è la guida; S. Luisa è sull’asinello con Gesù bambino in braccio. Sono accompagnati da missionari, suore e volontarie.
Tav. IV: C’è una grande pala d’altare che rappresenta S. Vincenzo che predica. Abbiamo però ritenuto di tradurre il motto della sua missione: «Evangelizare pauperibus misit me» (Dio mi ha mandato ad evangelizzare i poveri) con queste parole: La missione: restituire il Vangelo ai poveri. Perché il Vangelo sarebbe già dei poveri. È per loro e per quelli che sono nel cuore come loro.
Tav. V: Che cosa è scaturito dalla missione di questo santo? Santità. La Santità scaturisce con la forza di un geiger dalle acque del Battesimo e suscita i santi della porta accanto, uomini e donne con un palloncino, che rappresenta la Grazia di Dio che ci porta in alto verso la Gloria perché i santi diventano Luce come le stelle del firmamento.
Tav VI: Il dono di Grazia di S. Vincenzo ha suscitato un movimento di carità. Tante comunità maschili e femminili sono nate sull’esempio di S Vincenzo. Potevamo farne l’elenco. Abbiamo preferito che si sentissero come colombe che spiccano da sole il volo verso Dio.
Tav. VII: un grande punto interrogativo, per aiutare le persone che verranno al Leoniano a camminare spontaneamente sui sentieri di Dio. Nessuno escluso.
Padre Luigi Mezzadri CM

