Collegio Alberoni al tempo del COVID 19

Collegio Alberoni al tempo del COVID 19

Il Collegio Alberoni è stata la comunità maggiormente colpita dall’epidemia. Quasi tutti i seminaristi ed i padri ne hanno avuto i sintomi: alcuni in forma leggera ed altri più pesante. Fra tutti, padre Testa è stato ricoverato all’ospedale di Fiorenzuola per tre settimane. Da una settimana è rientrato in casa, ma in condizione di grande debilitazione fisica. Ora il trattamento medico lo sta rimettendo in piedi. Gli auguriamo un pronto ristabilimento. Gli altri, quelli che hanno avuto i sintomi del Covid 19, si sono dovuti mettere in quarantena, isolati nelle loro stanze. Il refettorio è stato chiuso. I più robusti sono diventati gli inservienti, che portavano da mangiare a tutti con i carrelli del mangiare nei corridoi. Con l’arrivo della Pasqua la quarantena è finita, ma non l’isolamento. Quelli non in quarantena hanno potuto celebrare l’eucaristia a piccoli gruppi. A Pasqua, vista la bella giornata, hanno festeggiato all’aria aperta nel giardino interno.

Poiché nessun esterno può entrare e uscire, alcuni professori hanno iniziato a fare scuola attraverso internet per riuscire a concludere i programmi di studio, con una piattaforma messa a disposizione dalla CEI per i seminari. Anche padre Dosi, ricoverato alla Madonna della Bomba, sta sostanzialmente bene, pur essendoci state nella struttura molte persone contagiate e morte da Coronavirus. Ha avuto per pochi giorni la febbre, ma si è ripreso. Il disagio è che nessuno può andare a trovarlo, per cui si trova in una doppia solitudine. Ma da una fotografia che ci ha inviato un operatore lo si vede in discreta condizione. 

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