ALBANIA | Fraternità che diventa missione: l’incontro dei giovani confratelli in Albania

L’incontro dei giovani confratelli in Albania: un’esperienza di fraternità missionaria
È stato davvero bello e significativo per i giovani confratelli della Provincia, fino ai 15 anni di sacerdozio, ritrovarsi insieme dal 7 al 10 aprile 2026, in Albania, per vivere la bellezza della fraternità e riscoprire la gioia e la grazia di essere comunità missionaria vincenziana, come ci ricorda il Salmo 133: “Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme!”
Nel cammino della formazione permanente sono previsti due momenti: uno formativo e uno di condivisione fraterna. Questo incontro ha avuto come obiettivo quello di conoscere più da vicino la missione dei confratelli che operano in Albania, dove, sulle orme di San Vincenzo de’ Paoli, svolgono un servizio prezioso e generoso. Dopo la fine del regime comunista, la missione avviata dai missionari italiani continua oggi grazie alla presenza di cinque confratelli, impegnati nella pastorale parrocchiale, nella prigione psichiatrica, nella guida delle Figlie della Carità, nella pastorale giovanile, nell'uffico delle P.O.M e nella cura dei più poveri..
Grazie all’accoglienza e alla cura dei confratelli della regione, il soggiorno è stato vissuto in un clima di grande fraternità, tra momenti di preghiera, condivisione e visita ai luoghi più significativi del Paese.
Il 7 aprile, il gruppo dei giovani confratelli, insieme al Visitatore, si è riunito a Grude e Re, iniziando questo tempo di comunione con un pranzo nella casa della missione. Nel pomeriggio abbiamo visitato il centro di Scutari (Shkodra), città ricca di storia e cultura. Particolarmente toccante è stata la visita al Museo della Memoria vicino alla Cattedrale e all’antica prigione dei martiri, oggi Museo della Testimonianza e della Memoria: un luogo che custodisce il ricordo delle vittime del regime comunista e invita a non dimenticare le sofferenze vissute.
Il giorno successivo, 8 aprile, ci siamo recati a Kruja per visitare il museo etnografico, situato nel Castello simbolo della resistenza albanese guidata da Giorgio (Gjergj) Kastrioti Skanderbeg. Un luogo che racconta la storia, la cultura e le tradizioni del popolo albanese. Nel pomeriggio abbiamo raggiunto Tirana, dove si respira un interessante dialogo tra sviluppo moderno e convivenza religiosa tra cattolici, musulmani e ortodossi.
Il 9 aprile ci siamo spostati verso nord, a Rreshen, terra di missione evangelizzata dai vincenziani dopo il periodo comunista. Qui abbiamo potuto toccare con mano i frutti della missione: l’impegno nell’evangelizzazione, la costruzione della comunità ecclesiale, la presenza della cattedrale “Gesù Salvatore del mondo” e delle opere sociali. È stato bello incontrare i sacerdoti locali e condividere il pranzo con le Figlie della Carità, sentendoci davvero famiglia.
Grande è stata la gioia nel vedere come i nostri confratelli vivono la loro missione accanto a un popolo semplice ma ricco di valori. L’incontro con il vicario episcopale e la cena condivisa con il consiglio pastorale hanno reso ancora più evidente la vitalità di questa Chiesa.
Al termine dell’esperienza, durante un momento di condivisione, il Visitatore ha invitato ciascuno a raccontare la propria vocazione e le motivazioni della scelta missionaria. È stato un tempo prezioso, che ha aiutato tutti a rinnovare la memoria della chiamata ricevuta e a riscoprire la responsabilità di viverla con fedeltà e coerenza.
Portiamo nel cuore la consapevolezza che l’unità e la fraternità missionaria vincenziana sono un dono grande: una gioia che nasce dal sentirsi chiamati insieme a servire il Vangelo. In questa esperienza abbiamo riconosciuto ancora una volta la presenza viva di Dio, che continua a chiamarci e a inviarci nella sua missione.
Padre Andre Ngombo CM