Al Collegio Leoniano quaresima di quarantena e di carità

Al Collegio Leoniano quaresima di quarantena e di carità

Il COVID-19 ci ha sorpresi tutti. Il Governo italiano, con un crescendo senza precedenti, ha prima bloccato, con una procedura di quarantena, alcuni comuni del Lodigiano e del Veneto, successivamente alcune regioni del nord e dal 9 marzo tutta l’Italia. Non eravamo pronti ad affrontare un attacco invisibile che minacciava la salute delle persone più deboli e molti di noi hanno risposto proteggendosi e chiudendosi per salvaguardare la propria salute e soprattutto quella dei nostri cari più anziani e fragili. Dal 9 marzo anche al Collegio Leoniano abbiamo immediatamente attivato tutte le procedure igieniche e di distanziamento personale al fine di evitare il contagio da Coronavirus oltre che a disporre una quarantena per alcune persone che provenivano dalle cosiddette zone rosse. Sono stati chiusi gli uffici dei Gruppi di Volontariato Vincenziano nazionale e locale, il CLV, il Centro Sociale Vincenziano e ogni attività che prevedeva la presenza degli esterni presso la nostra casa: la Messa quotidiana, le riunioni con i  Volontari e i ragazzi, il servizio di unità di strada in Piazza San Pietro e i meeting di professionisti ospiti presso il nostro Salone. 

Dopo alcuni giorni di grande incertezza, insieme a pochi volontari, domenica 15 marzo, abbiamo ripreso il servizio serale in strada, portando ai nostri amici circa 60 sacchetti con la cena. Con nostra grande sorpresa, abbiamo constatato che i poveri di Piazza San Pietro, stavano soffrendo la fame. Alcuni gruppi di volontari, infatti, dal 9 marzo hanno interrotto il loro servizio e alcuni amici di strada non mangiavano da un paio di giorni. Quando abbiamo terminato la distribuzione dei sacchetti, arrivavano altre persone affamate ed un uomo di origini polacche ci ha inseguiti minacciosamente perché da giorni non riusciva a mangiare. I poveri hanno messo a nudo le nostre paure e la fragilità di una società che troppo facilmente dimentica gli ultimi. Essi ci hanno anche fatto comprendere che amare è servire anche a costo della propria salute fisica. Adesso il servizio in strada continua con più generosità e slancio e sono presenti in strada almeno 7 volontari per volta.

Dopo questa esperienza, è iniziato un confronto tra i Volontari Vincenziani così che, lunedì 23 marzo, è stato riaperto anche il servizio di colazione e doccia per tre volte la settimana con la presenza di un gruppo di volontari che generosamente hanno scelto di riprendere gradualmente il cammino. Presto il Centro tornerà ad offrire il proprio servizio e la cordialità vincenziana regolarmene, tutti i giorni feriali. Ci è stata molto di aiuto la testimonianza dell’Elemosiniere Pontificio, il Card. Konrad Krajewski, con il quale collaboriamo, che ci ha ricordato che il Vangelo non va soltanto letto e meditato, ma anche praticato.

La vita al Collegio ha subito alcuni cambiamenti: alcuni convittori, che erano in altre città per ministero, sono stati costretti a rimanere fuori dal Collegio, mentre altri hanno scelto di ritornare nel loro Paese. Adesso siamo rimasti in 43 tra confratelli e convittori. Tutti gli studenti della St. John’s University sono partiti nei primi giorni di marzo per fare ritorno negli USA. In questo mese di isolamento, i convittori hanno continuato le loro lezioni universitarie attraverso internet. La vita interna ha assunto anche un ritmo diverso coinvolgendo tutti, missionari, vincenziani e padri, soprattutto nella preghiera comune. E la Settimana Santa è stata celebrata con solennità, pur mantenendo secondo le norme il distanziamento nella grande cappella. Lo spazio non mancava.

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