Presentazione del Signore: «il Signore entra nel suo tempio, lo purifica con la sua presenza»

PRESENTAZIONE DEL SIGNORE – FESTA – ANNO C
di Anna Maria Russo GVV- Fiorenzuola d’Arda
Vangelo (Lc 2, 22-40) “La Presentazione del Signore”
San Luca ci racconta che Maria e Giuseppe salirono al Tempio di Gerusalemme “quando venne il tempo della loro purificazione”. Secondo le varie prescrizioni della Legge di Mosè da quando una donna israelita dava alla luce un maschio, dovevano passare un totale di 40 giorni prima di presentarsi al Tempio per compiere una cerimonia di purificazione rituale. La cerimonia includeva due offerte da sacrificare. Se la famiglia era povera, poteva presentare un paio di tortore o di colombe.
La Sacra Famiglia, inoltre, approfittava della salita al Tempio per presentare il bambino al Signore e riscattarlo. Benché Gesù fosse il Figlio di Dio incarnato e la sua nascita fosse stata verginale, Maria e Giuseppe adempiono a queste prescrizioni della Legge.
I genitori di Gesù sono fedeli alla tradizione giudaica. Questa presentazione al tempio assume un significato teologico: il Signore entra nel suo tempio, lo purifica con la sua presenza.
Simeone prende tra le braccia Gesù, Dio che salva, una salvezza che sarà luce per i pagani e gloria per Israele. Questo quadro rappresenta l'incontro tra il vecchio e il giovane, tra l'antico e il nuovo Testamento. Il bambino che Simeone tiene in braccio è la salvezza arrivata. Luca presenta così Gesù al centro della storia della salvezza, punto di arrivo delle promesse e punto di partenza di una salvezza destinata ad estendersi a tutte le nazioni chiamate a formare l'unico popolo di Dio.
Anche Maria e Giuseppe, pur conoscendo la straordinarietà di quel loro bambino, devono imparare a poco a poco ciò che lo riguarda. Quindi alle parole di Simeone non possono che rimanere stupiti.
Ogni bambino del resto è una novità, porta in sé una promessa, un progetto che i suoi genitori possono solo conoscere di giorno in giorno. Maria condividerà, in quanto madre, l'ostilità che Gesù incontrerà nella sua vita. Illuminata dallo Spirito, anche Anna riconosce il Messia in quel bambino e subito rivolge la buona notizia al gruppo ristretto di coloro che aspettano la liberazione di Gerusalemme, cioè di Israele, gruppo al quale essa stessa, come Simeone, appartiene.
Luca introduce poi due elementi che caratterizzeranno il futuro comportamento di Gesù in mezzo agli uomini: la sapienza e la grazia di Dio, di cui anche Maria è stata ricolmata, e che susciterà lo stupore della folla (cf. Lc 4,22). Luca descrive così non tanto la crescita psicologica e fisica del bambino, quanto la sua crescita interiore, sotto la benevolenza divina. La vita è sempre un grande dono di Dio all'umanità. È Lui che si dona a noi nel fratello; in ogni uomo Dio rivela qualcosa di Sé a noi.
In questo tempo buio in cui si fa fatica a scorgere una luce e ci sentiamo tutti precari e fragili, la festa della Presentazione al tempio ci fa riscoprire la tenacia e l'ostinazione di Simeone. Dio viene ogni giorno nel tempio della nostra vita e si fa prendere in braccio e ci chiede di avere gli occhi luminosi di Simeone, di Anna e dei profeti. Dobbiamo essere attenti, non dobbiamo mai perdere la speranza nel Signore.