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PIACENZA | “Il futuro alle spalle”: giornata di studio e di testimonianze al Collegio Alberoni

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COLLOQUIO VINCENZIANO 30 novembre2025

Al Collegio Alberoni si è svolta una giornata di studio e di testimonianze sulla nostra vocazione vincenziana. Il titolo, tratto dal titolo di un libro di Hannah Arendt, era “Il futuro alle spalle”. 

Con esso si intendeva affermare che abbiamo un’eredità alle spalle che ci spinge. Il “Colloquio” non ha inteso rievocare il passato, ma esplorare nuove potenzialità di carità e missione per l’oggi e il domani come ha fato san Vincenzo per il suo tempo. 

La giornata di studio era strutturata in due tempi. 
Il primo momento è stato affidato a padre Erminio Antonello, che ha indicato l’energia che nasce dalla carità e diventa annuncio evangelico, quando questa è irrorata da quello che egli ha chiamato “il differenziale affettivo”. Vale a dire che la carità, nel nostro tempo, pur ricca di solidarietà rischia di venire offuscata nel suo nucleo più intimo da un eccesso di razionalizzazione e di efficientismo, per cui la pratica della carità è stremata da attività che cercano di competere con il mondo dell’apparenza e dell’efficienza, assumendo una “forma aziendale” che si esaurisce in organizzazione. E pertanto compito del nostro tempo è ricalibrare la “pratica della carità” sull’amore di carità, che dà l’eleganza di uno stile, cioè di quel modo di porsi lieve e gioioso, che ha tratti persuasivi e ospitali nel rapporto con il bisognoso. Solo in questo modo la carità diventa “missionaria”, ossia testimonianza concreta e affettiva del Vangelo.

Il secondo momento è stato un forum di testimonianze di confratelli, coordinato da padre Salvatore Farì, sul modo con cui loro stessi incarnano il carisma vincenziano in vari settori di servizio pastorale: p. francesco Gusmeroli (pastorale giovanile), p. Bernard Jalk (pastorale sanitaria), p. Pascal Assaf (la missione in Medio Oriente), p. Stanislav Zontak (la missione in Collegio Alberoni: relatori al Colloquio Vincenziano est-Europa).A conclusione è stato proiettato il video “Fino alla fine”, preceduta da una presentazione degli autori: Claudio Mantegna e suor Rosanna Pitarresi. 

La mostra “Il racconto della carità”

Dopo il buffet nel grande refettorio, è stato possibile visitare la mostra “Il racconto della carità” allestita nella biblioteca monumentale. Questa mostra era stata inaugurata il 27 settembre ed è un itinerario storico, che partendo da alcune lettere autografe di san Vincenzo e dalle varie edizioni delle Regole Comuni, ha fatto incontrare la storia della Congregazione attraverso le varie biografie, che furono il riflesso dell’interpretazione della storia di san Vincenzo nel loro tempo. Ha completato la presentazione della storia di san Vincenzo e della Congregazione l’esposizione di una serie di stampe originali e sconosciute dell’incisore ottocentesco Jean Thouvénin; ed insieme una sezione di Libri parlanti con le parole più significative di Vincenzo de’ Paoli affidate alla voce Alberto Gromi, e le descrizioni più incisive scritte dai biografi, affidate alla voce di Giovanni Palisto. Completa il percorso un’installazione video con le scene più suggestive del film Monsieur Vincent, i numerosi visitatori hanno potuto così conoscere lo “spirito” che ha animato la vita di san Vincenzo e quello della comunità, formata da coloro che sono stati contagiati dal suo modo di vivere il Vangelo.

La sera del 27 settembre è stato offerta a una numerosa platea la visione del film ed alla fine è stato distribuita la recente trascrizione di tutti i dialoghi nella pubblicazione Dialogues.

Il corridoio vincenziano

Come ricordo permanente dei 400 anni di fondazione della Congregazione è stato abbellito il corridoio di passaggio tra il lato ovest del Collegio e la Galleria. Nel praticello antistante la cappella sono state collocate tre statue alate di Brunivo Buttarelli, scultore e sceneggiatore del Teatro Regio di Parma, e racchiuse in quinte architettoniche in lastre di acciaio corten a separazione dei locali della caldaia. 

Così questo semplice passaggio di servizio, con la scritta “Chi serve i poveri non ha nulla da temere perché saranno essi che gli apriranno le porte del Paradiso” (SVit IX, 997), diventa un percorso che evoca il legame tra il Collegio Alberoni e il carisma dei missionari di san Vincenzo. Le tre figure alate nell’atto di danzare, poste a ridosso del massiccio profilo del Collegio, acquisiscono la simbolica di angeli che vengono incontro ai visitatori e li guidano dal visibile all’Invisibile, dal terreno al Trascendente, annunciando Pace, Speranza e Risurrezione.

Padre Erminio Antonello CM