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«Per noi non ci sono dubbi nella scelta: Gesù è il maestro; il vangelo è la scuola di vita». Commento al vangelo della VIII Domenica

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VIII Domenica del Tempo Ordinario (ANNO C) 
La bocca esprime ciò che dal cuore sovrabbonda

di Padre Michelangelo Santià, consultore Provinciale

Dal Vangelo secondo Luca Lc 6,39-45

Riflettendo sulle letture di questa 8° domenica del Tempo Ordinario siamo richiamati sull’importanza della parola che rivela l’essere più intimo dell’uomo, le intenzioni del cuore e provoca ad agire.
Noi entriamo in comunione mediante la parola che è il mezzo più adeguato a conoscersi e confrontarsi. Parlare significa tuttavia compromettersi: essere nella verità oppure nella menzogna.

Il libro sapienziale del Siracide parla della funzione che ha la parola nella vita dell’uomo e dice: “…così il modo di ragionare è il banco di prova per un uomo…Non lodare nessuno prima che abbia parlato, poiché questa è la prova degli uomini”.

Nella stessa linea di considerazioni si pone oggi il Vangelo di Luca. Gesù parlando dell’uomo afferma: “la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda”.

La parola mette in chiaro ciò che c’è nel cuore ma chi non si apre alla verità portata da Gesù è moralmente cieco e non può pretendere di istruire e guidare altri alla verità e sulla via della santità; entrambi finiscono nel fosso: “Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso?”

E il fosso è la pretesa di curare i difetti degli altri e di non rendersi conto dei propri grossi peccati; così parla Gesù nella parabola: “Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene…”
Ecco l’invito di Gesù: non si può pretendere dagli altri la perfezione, quando in sé stessi si accetta la mediocrità.

Siamo tutti convinti che per imparare nella vita occorre scegliere un bravo maestro e una buona scuola; per noi non ci sono dubbi nella scelta: Gesù è il maestro; il vangelo è la scuola di vita.
Gesù ci invita a scegliere lui come maestro per poter capire cos’è la vita e come orientarla al bene. Gesù ci ha portato il vangelo e la “legge della carità” che forma alla vita buona, vera, bella.

Il suo Vangelo chiede il cambiamento di mentalità e di operatività, ciò vuol dire cambiare il nostro sguardo, cambiare il nostro cuore. Guadare l’altro in modo nuovo vuole dire non mettere etichette sulle persone, non usare occhiali che oscurano l’altro.

Cambiare il nostro cuore significa che: “l’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene”, come dire che le parole non bastano, devono essere accompagnate da fatti concreti che siano frutto di quell’albero buono che è Gesù: “Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto…”

Se guardiamo a S. Vincenzo sappiamo il lavoro e lo sforzo che ha dovuto fare su sé stesso per convertirsi a Gesù e metterlo al centro della sua vita! 

È stata forte la tentazione degli inizi della sua vita, anche da sacerdote, quella di seguire falsi maestri e guide cieche e voltare le spalle a Cristo e ai poveri per fare i suoi interessi personali. 
Quando però ha orientato diversamente il suo cuore offrendolo a Cristo e ha cambiato il suo sguardo verso i poveri offrendo la sua vita per loro, allora poteva dire:“Nulla mi piace se non in Gesù Cristo”. 

Buona Domenica