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PALERMO | Le Cene di Comunità: una scuola di comunione e di evangelizzazione

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Cene di comunità: esperienza di evangelizzazione
al cuore della fede cristiana 

Una cena per condividere, confrontarsi e crescere nella fede e nella vita: è l’esperienza delle “cene di comunità” che la Provincia italiana della Congregazione della Missione sta organizzando per i giovani sotto la supervisione di padre Calogero Di Fiore CM nella parrocchia di San Vincenzo de’ Paoli a Palermo.

“In una società così frenetica, specialmente per noi giovani, questo appuntamento con gli altri e con Dio diventa una boccata di aria fresca; un’occasione per prendere un respiro e fermarsi a riflettere sulla propria vita, circondata da persone che sai che possono capirti e prendere sulle loro spalle un po' del peso che porti tu” spiega Ambra, 20 anni, studentessa di ingegneria. Sara invece ha 21 anni e studia biotecnologie: “abbiamo pensato di fare queste cene settimanali il mercoledì, le cene di comunità, in cui riunirci semplicemente a condividere la cena, preparata e cucinata insieme nella cucina dei sacerdoti, e condividendo anche il momento della preghiera dei Vespri. Poi anche questo si è trasformato in un'occasione di formazione e condivisione delle nostre esperienze, sia come animatori (grazie anche ad altri sacerdoti ed altre persone invitate da Padre Calogero, con cui abbiamo parlato di varie tematiche) ma soprattutto come ragazzi di vent'anni che cercano di gestire la propria vita al di fuori con l'aiuto di Dio”. 

Le cene di comunità sono un vero e proprio cammino formativo che nascono da oltre 16 anni di formazione trascorsi con i giovani e vengono realizzate nella casa della missione di Palermo, spiega l’ideatore, padre Calogero: “Da due anni portiamo avanti un progetto nato dal desiderio della comunità vincenziana di condividere con i laici e specialmente con i giovani il nostro carisma e la nostra esperienza comunitaria. Non si tratta semplicemente di organizzare cene comunitarie ma di sperimentare di sentirci comunità che è legato da uno stesso ideale: essere speranza per il più fragili. E oggi i giovani sono le persone più fragili, più inquiete, più disorientati e spesso i più delusi dalle aspettative del loro futuro”. 

La Casa della Missione di Palermo ospita due gruppi di circa 30 ragazzi che due volte a settimana si incontrano: preparano la cena e attorno ad un tavolo vivono un’esperienza di formazione e di spiritualità nello stile del Progetto Alpha nato a Londra per la prima evangelizzazione e che oggi sta trasformando lo stile comunitario di moltissime parrocchie sparse per il mondo con una forte crescita di cristiani. I giovani sono chiamati ad abitare gli ambienti ecclesiali e a sentirli propri: si condividono le spese, la preparazione, la sistemazione degli ambienti: i padri Missionari Vincenziani orientano il percorso spirituale che diventa sempre più un vero e proprio cammino di orientamento vocazionale. Questo percorso sta facendo crescere il senso di appartenenza comunitaria ed ecclesiale e attira altri giovani che erano lontani dall’esperienza di Dio o dalla pratica ecclesiale. 

Commenta padre Calogero Di Fiore CM: “Credo questo sia il futuro per vivere una nuova modalità di vita comunitaria insieme con i laici che non è un ripiegamento per la crisi vocazionale. Abbiamo tante case vuote: forse è il nostro kairòs il trasformare una mancanza vocazionale in un’opportunità fertile di vivere una nuova visone di Chiesa e di Comunità. Vedo che i ragazzi progressivamente stanno interiorizzando la loro scelta di essere cristiani in modo molto consapevole e responsabile. Chissà cosa la Provvidenza ci riserva per il futuro”. Giorgia, 20 anni, studentessa di ingegneria, spiega: “facciamo un momento di preghiera molto bello e sempre più profondo, che permette di conoscere meglio noi stessi e farci conoscere meglio. Contemporaneamente si creano legami che difficilmente si trovano al di fuori della bellissima famiglia che si è creata. Come momento è diventato per me fondamentale vivo questi incontri con entusiasmo gioia e profonda gratitudine per tutto ciò”. Gabriele, 22 anni, anch’egli studente universitario, pone l’accento sulla parte spirituale: “È un modo diverso di vivere la fede, la preghiera e la comunità. Anche il semplice gesto di condividere un pasto con gli altri ci aiuta a ritrovare quella serenità interiore che spesso manca durante la settimana e di cui sentiamo il bisogno. La parte più bella, però, è che dopo aver cucinato tutti insieme, cenato e condiviso le esperienze, le gioie e le difficoltà della settimana, ci ritagliamo del tempo per momenti di condivisione spirituale. Attraverso la preghiera comunitaria, la lettura dei Vespri o brevi momenti di adorazione, troviamo uno spazio di ascolto, riflessione e crescita”. 

Sono occasioni di crescita e di confronto come sottolinea Luciano, 20 anni, anch’egli universitario: “Per questo sono contento di aver iniziato questo percorso: mi ha permesso di allargare le mie conoscenze, fare nuove esperienze e confrontarmi con persone che hanno storie e sensibilità diverse dalla mia”. 

Antonello Sacchi 
giornalista 

 

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