Palermo - In viaggio con Maria insieme a San Vincenzo e Fratel Biagio Conte
In viaggio con Maria insieme a San Vincenzo e Fratel Biagio Conte
Dal 20 al 23 luglio si è svolto a Palermo il campo servizio nazionale della Gioventù Mariana Vincenziana, dal titolo «Maria di alzò e andò in fretta - Allarga la tua tenda». Lo spirito del campo si poneva a compimento della formazione dell'anno associativo, il quale è stato improntato sul dinamismo di Maria: Ella - dopo aver ricevuto l'annuncio dell'angelo - non si è rinchiusa tra le mura della sua dimora, bensì sì è messa immediatamente in viaggio verso la cugina Elisabetta per condividere con lei la gioia delle proprie vocazioni. Allo stesso modo, i giovani devono sempre di più animarsi di gioia: la loro natura non è quella di restare immobili, protetti dalla propria comfort zone; al contrario, la loro natura è quella di infiammare il mondo con la caratteristica voglia di vivere che ogni giovane possiede.
Tutto ciò è servito come cura dopo l'anno della pandemia, i cui effetti ancora si riverberano sulle varie comunità come un eco proveniente da lontano. La JMV Italia ha pensato, allora, di concludere l'anno associativo con un'esperienza forte che richiamasse questo mettersi all'opera. Per tale ragione è stato organizzato un campo servizio a Palermo, il quale ha voluto accostare due uomini che si sono distinti per la loro operosità, sopratutto nei confronti dei fratelli più deboli: San Vincenzo de Paoli e Fratel Biagio Conte.
La realtà di Biagio Conte è un punto di riferimento importantissimo per i cittadini palermitani e non solo. La sua figura è stata d'esempio per risvegliare le coscienze di una popolazione sedata dalla povertà e dalla rassegnazione: in una città indelebilmente segnata dalla mafia, Fratel Biagio (insieme con altri uomini come il Beato Pino Puglisi) ha fatto capire che si può rialzare la testa, rimettersi in piedi e continuare il cammino, il tutto accompagnati dalla fede in Cristo che ci dà la forza necessaria per reagire. Grazie alla sua passione, Fratel Biagio è riuscito a creare alcune Missioni che ospitano qualsiasi fratello bisognoso ed è proprio in queste Missioni che hanno svolto servizio i giovani della JMV Italia. I nostri giovani si sono infatti divisi tra le Missioni maschili di Via Decollati (dove riposa il corpo di Biagio, venuto a mancare nel gennaio di quest'anno), Via Archirafi, nel quartiere San Lorenzo e la Missione femminile di Via Garibaldi. Il servizio svolto presso le Missioni è stato molto edificante. In via Decollati, i giovani si sono occupati di aiutare Barbara e mastro Raffaele al magazzino, dove è riposta la miriade di pacchi con qualsiasi genere alimentare e non solo: la mole di spesa era veramente tanta, tutto frutto della buona volontà di chi ha avuto un pensiero per chi non può permettersi un pasto caldo a tavola. In via Archirafi, i ragazzi si sono adoperati per pulire i bagni, gli spazi comuni e aiutare in mensa: rimboccandosi le maniche, si sono messi a servizio dei fratelli come quando Cristo si cinse le vesti e lavò i piedi ai discepoli. A San Lorenzo, è stato formativo l'ascolto delle storie dei fratelli accolti dalla Missione: i loro racconti fungono da monito per quanto sia importante ricevere amore e dare amore agli altri. Alla missione femminile, le ragazze hanno sperimentato la gioia e la spensieratezza dei bambini, i quali nonostante la loro vita difficile riescono comunque a sorridere, a giocare e a farti tornare bambino a tua volta. Nell'ascolto dei fratelli, nell'aiuto materiale ai bisognosi e anche a chi ogni giorno si adopera per loro, si riesce a cogliere l'incredibile fenomeno del "ricevere donando": è donandosi agli altri che ricevi in cambio l'amore che hai dato. Ma oltre a questo, la consapevolezza che il proprio piccolo contributo può fare la differenza nella vita di qualcuno. La meraviglia dell'essersi messi al servizio degli altri sta in questo: si pensa di fare una rivoluzione comportandosi in un modo differente dall'ordinario, ma la vera rivoluzione accade dentro i propri cuori e chi la fa scoppiare è Cristo attraverso i fratelli che aiuti. Chi scrive ricorda in particolare la storia di due volontari della Missione, che chiameremo Luca e Mario. Luca ha commesso degli errori con la giustizia, Mario ha vissuto una vita difficile; eppure, grazie all'amore che hanno ricevuto da Biagio hanno rivoluzionato la propria vita perché l'amore porta alla rivoluzione, quella del bene: porta al cambiamento.
Oltre alla figura di Biagio Conte, il campo poneva ai nostri giovani come esempio anche il nostro fondatore, San Vincenzo de Paoli. Un'esperienza molto formativa è stata la visita alle opere che i missionari e le suore vincenziani svolgono nella città di Palermo, dove la loro presenza è fondamentale e amata dai cittadini. Infatti, i giovani hanno toccato il servizio amorevole che le Figlie della Carità donano agli ammalati dell"Ospedale Civico; il servizio svolto da Padre Calogero a San Lorenzo, dove ospita in una struttura le famiglie degli ammalati per dare loro la possibilità di restare al fianco dei propri cari; infine, la gioia e la carità donata dalle suore di Piazza Bellini alle famiglie povere e ai loro bambini. Una gioia che è stata donata anche dai giovani, i quali nel pomeriggio di sabato 22 hanno organizzato una festa con musica e giochi, rallegrando con i bambini il centro di Palermo.
Chi vi scrive vi assicura quanto sia stato difficile, in termini di stanchezza fisica, questo campo. I giovani hanno girato per la città sotto il sole, in un periodo caratterizzato da temperature oltre la media e questo ha segnato la loro resistenza fisica. Nè il caldo nè la stanchezza, però, sono riusciti a privarli di provare tutte le emozioni forti e la gioia di rimboccarsi le maniche per fare la differenza per qualcuno. Suor Susanna e le sue consorelle del Civico, Padre Calogero, Suor Imma e le sue consorelle di Piazza Bellini, Fratel Biagio e i suoi missionari hanno testimoniato ai giovani quanto possa essere dirompente la carità e quanto sia importante mettersi all'opera. Gesù ci dice di essere «il sale della terra» perché come il sale insaporisce i piatti o mischiato al miele cura le ferire, così anche noi dobbiamo essere giovani che danno sapore al mondo. Come diceva il Beato Pino Puglisi «Se ognuno fa qualcosa si può fare molto»: questa è la vocazione che noi giovani siamo chiamati a realizzare nelle nostre vite.
Gaetano, Responsabile territoriale JMV Sicilia.