Mentre li benediceva veniva portato verso il cielo. Commento al Vangelo - Ascensione del Signore (Anno C)

Commento al Vangelo - Ascensione del Signore (Anno C)
Mentre li benediceva veniva portato verso il cielo
di Padre Alberto Quagliaroli, CM
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 24,46-53
L’Ascensione segna l’ultimo passo terreno della rivelazione in Cristo, prima che arrivi lo Spirito Santo. E, nelle letture di oggi, questa fase di attesa la vediamo da varie angolature.
Il primo elemento è la domanda ingenua ed illusoria che viene rivolta a Gesù dai discepoli nel brano degli Atti: Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?».
Gesù pur se già risorto, è ancora visibile e può interagire fisicamente con i discepoli; è risorto dalla morte e ha insegnato loro cose nuove, ha mostrato la maestà di Dio, ma loro sono ancora illusi dalla falsa speranza di un nuovo regno terreno di Israele. Così (secondo elemento), Gesù ordina loro di rimanere a Gerusalemme e non fare nulla; possiamo pensare che faccia loro questa raccomandazione perché probabilmente sarebbe, per il momento, un suicidio privo di senso, e perché predicherebbero una rivelazione del tutto sbagliata (un regno per Israele...).
L’attesa poi, è soprattutto in preparazione della venuta dello Spirito Santo (terzo elemento). Che viene annunciata sia nel brano degli Atti che in quello di Luca: ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto» (Lc) riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra». (At)
Lo Spirito Santo per prima cosa farà comprendere che il Regno di Dio non ha nulla a che fare con la ricostruzione del regno terreno di Israele. Poi suggerirà tutto ciò che Cristo ha detto e fatto, e che può ancora insegnare in ogni tempo e luogo.
Infine, (Quarto elemento) lo Spirito Santo, inviato da Cristo stesso asceso al cielo e glorificato, come promesso dal Padre discende con la potenza (dell’amore) di Dio in ogni credente, e instillerà in ogni discepolo il potere di essere “testimonia Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra”.
Un quinto elemento che possiamo aggiungere è la gioia che si espande tra i discepoli (il salmo esprime una gioia simile, se visto in un’ottica profetica), che sentono la forza della predicazione e sanno di riceverne loro per primi, i benefici.
Quindi le letture odierne ci permettono di seguire una sorta di cammino verso una testimonianza della rivelazione sempre più chiara, efficace, gioiosa. Dobbiamo purificarci dalle false immagini troppo umane della rivelazione; siamo esortati ad accrescere la ricezione corretta della Parola di Dio in Cristo attingendo alla potenza dell’azione dello Spirito Santo che ci viene donato, di fatto, ogni giorno; ancora, tramite lo Spirito siamo messi in grado di testimoniare con la vita, e in ogni circostanza della vita, quella Parola; ed infine, è possibile che, quando ci capiterà di riconoscere di essere stati degni testimoni della Parola di Dio e del suo Regno, proveremo momenti incomparabili di profonda gioia.