«Le “tentazioni” di una Vita perfetta». Commento al Vangelo della I Domenica di Quaresima (ANNO C)

I Domenica di Quaresima (ANNO C)
Le “tentazioni” di una Vita perfetta
di Elena Grazini, giornalista
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4,1-13)
Case superaccessoriate, lusso, vacanze in mete esotiche e straordinarie, l’uomo o la donna dei sogni, magari affascinante ed anche ricco/a, il potere, i soldi, una vita di soli successi, la bellezza fisica ad ogni costo. Chi non ha mai desiderato almeno una di queste cose? E perché in fondo desiderare il contrario? Non siamo stati fatti mica per soffrire? Anzi Gesù ci ha voluti, ognuno su questa terra, per un disegno di felicità, ma proprio la felicità con la F maiuscola. Ed è qui il punto.
Come può una vita ordinaria, senza grandi “scosse”, magari segnata da una malattia o da una grave perdita, in cui il marito o il fidanzato non possieda l’avvenenza dell’attore di turno e magari non sfrecci con l’ultima macchina di tendenza, dove non arrivino figli desideratissimi, dove si lavori alacremente per arrivare alla fine del mese, ad essere desiderabile più delle alternative sopraelencate? Nella pagina che il Vangelo oggi ci offre abbiamo di fronte a noi un Gesù che viene condotto nel deserto e subisce non una ma tre tentazioni nel momento della prova, sia del corpo che dello spirito.
Gesù come ciascuno di noi è tentato nel momento della fatica, nel momento della fragilità. È facile infatti respingere la tentazione quando tutto va bene, quando tutto fila liscio. È invece nella prova, nei momenti complessi che viene “testata” la nostra fede, la nostra perseveranza. Bene vengano dunque le tentazioni se esse ci mettono in discussione, ci “provano” e ci fortificano. Non a caso ho iniziato elencando quelle che oggi definisco le più grandi tentazioni che ci vengono non solo “propinate” ma offerte a dosi massicce tramite ogni mezzo ma soprattutto i social. Se “scrolliamo” i social è un fiorire di vite perfette, di fisici scolpiti, di soluzioni per arrivare al successo facile, di famiglie “apparentemente” perfette.
Ci ricordava il Papa proprio poco tempo fa, in occasione del Giubileo del mondo della comunicazione, fa la tossicità di questo gesto chiamato “scrolling” che conduce alla “putrefazione cerebrale” l’ha definita il Papa. Nomino i social perché vorrei che questa mia riflessione arrivasse soprattutto ai più giovani.
Sono una mamma di una bimba di 6 anni e già intravedo la pericolosità di tutto questo. Io non so come possa essere desiderabile una vita dove ti viene “strappata” una mamma ancora giovane, dove si perde il lavoro all’improvviso, dove la vecchiaia rende tutto più complesso, un matrimonio con un uomo che ad un certo punto scopre di avere una malattia con cui bisogna imparare a convivere, una moglie che deve affrontare un tumore o un marito che si trova a vivere la vedovanza con due figli piccoli, una mamma che combatte tutti i giorni nelle corsie di un ospedale con una bimba già toccata dalla malattia, io non lo so e non voglio emettere giudizi, né impartire lezioni, quello che posso dire è che in queste vite molto spesso ho visto “fiorire” tanti Successi e tanta Bellezza, e ho toccato la perfezione di un Disegno che solo Lui può tratteggiare.
Ho visto la “Perfezione” di vite totalmente imperfette, fragili, manchevoli ma che gridano a gran voce che davvero il solo pane non ci può saziare, che siamo fatti per Qualcosa di Altro che è l’unico essenziale in grado di saziarci e la cui ricerca quotidiana nelle piccole cose può essere la sfida del periodo quaresimale appena iniziato. Ed è per questo che mai come oggi c’è bisogno di testimoniare, di condividere il “pane” essenziale della Vita a partire da chi ci è più caro, senza timore, senza paura di giudizi. C’è bisogno di ricordarci ogni giorno quello che poco tempo Sammy Basso, giovane biologo, simbolo della lotta alla progeria, morto il 5 ottobre scorso, ci ha lasciato come sua eredità più preziosa, cito una frase del suo “testamento” spirituale: “Non c’è mai stata nessuna battaglia da combattere, c’è solo stata una vita da abbracciare per com’era, con le sue difficoltà, ma pur sempre splendida, pur sempre fantastica, né premio, né condanna, semplicemente un dono che mi è stato dato da Dio”.