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Il viaggio della Gentilezza: campo scuola organizzato dalla JMV Sicilia a Siculiana Marina (AG)

Siculiana Marina 
Campo Scuola 22-26 Luglio

FRATELLI NELL’AMORE
 IL VIAGGIO DELLA GENTILEZZA

Se il mondo è sempre più segnato dall’indifferenza, i giovani della Gioventù Mariana Vincenziana (JMV) vanno controcorrente cercando di coltivare il seme della gentilezza.

Proprio la gentilezza è stata il tema del campo scuola organizzato dalla JMV Sicilia per i ragazzi dai 9 ai 15 anni dei propri gruppi locali, aprendo le porte anche ad altri giovanissimi incuriositi dalla proposta di un’esperienza estiva dove la formazione è basata sul gioco e sulla riflessione. Il campo, dal titolo «Fratelli nell’amore – Il viaggio della gentilezza», si è svoltoa Siculiana Marina (AG) dal 22 al 26 luglio, presso la casa delle Figlie della Carità di Agrigento.

Accompagnati dai loro animatori, da Suor Paola Russo FdC e grazie alle riflessioni di Padre Mario Sirica CM, i ragazzi dei gruppi di Bagheria e Lentini si sono cimentati alla scoperta della gentilezza: il Consiglio territoriale ha deciso, infatti, di organizzare un campo su questo tema per sensibilizzare i propri piccoli su una qualità umana ormai quasi dimenticata. Prendendo spunto dal film d’animazione Disney «Koda, fratello orso», i piccoli vincenziani hanno individuato quali sono i loro “totem”, cioè quali sono le caratteristiche che li contraddistinguono (l’orso dell’amore, l’aquila della guida, la tigre del coraggio o il mammut della saggezza), realizzandoli con la pasta di sale. Poi, tenendo bene in mente il loro totem, durante i laboratori hanno potuto riflettere su tre elementi chiave della gentilezza: il coraggio, la guida e l’amore. 

Innanzitutto, prendendo spunto dal film, a turno i ragazzi si sono passati un peluche: chi riceveva il peluche ha dovuto raccontare un episodio di gentile che ha fatto verso qualcuno o che ha ricevuto. In seguito, hanno dovuto dire o fare un gesto gentile nei confronti del compagno o della compagna che avevano accanto e infine, i ragazzi si sono soffermati sui singoli elementi che portano alla gentilezza.

Il coraggio è una caratteristica necessaria per qualsiasi cristiano, in particolare per un vincenziano. Lungo il cammino della vita ci ritroviamo a fronteggiare le nostre paure, come ad esempio la paura per il diverso: di fronte a qualcosa che esula dalla nostra comfort zone, spesso non troviamo la forza per osare, per cercare di guardare oltre la punta del nostro naso. Ebbene, come Dio quando incitò Abramo a lasciare la propria terra per mettersi in cammino, Cristo ci esorta ad abbandonare una pigrizia indifferente dettata dai nostri timori: il coraggio della gentilezza ci spinge a non lasciarci sopraffare dalle nostre paure, bensì a rivolgerci con disponibilità verso l’altro.La riflessione sul coraggio è stata accompagnata dalla condivisione dei ragazzi in merito a loro atti di coraggio, in cui i giovanissimi hanno compreso come ogni piccolo gesto può essere un atto di coraggio volto alla gentilezza, sia verso gli altri che verso sé stessi.

Lo Spirito Santo è la nostra guida in questo viaggio verso la gentilezza. Prima di ascendere al cielo, Gesù disse ai suoi discepoli che avrebbe mandato lo Spirito affinché li guidasse nella loro opera: come loro, anche noi dobbiamo lasciarci guidare da questo Spirito che soffia come una brezza leggera. Certamente, lo Spirito Santo è la guida per eccellenza che sa consigliare e orientare i nostri passi; però, nel corso del campo, i piccoli vincenziani hanno preso consapevolezza di chi nella loro vita ricopre un ruolo di guida, dai propri genitori ai nonni, finanche gli amici. La guida è colui che sa accompagnarti nelle scelte e rivedere questo ruolo in una persona cara testimonia come tutti noi non siamo che strumenti dello Spirito: Egli, che è la guida per eccellenza, opera attraverso di noi affinché possiamo diffondere quell’Amore di cui è emanazione.

Nel laboratorio in gruppo, i ragazzi si sono soffermati sulle loro guide personali, figure verso le quali si nutre una profonda fiducia; quindi, ecco che i piccoli hanno cercato di capire cosa significa fidarsi di qualcuno attraverso un percorso a ostacoli da percorrere ad occhi chiusi accompagnati da un amico e infine gettandosi con fiducia tra le braccia dello stesso: con questa attività, i ragazzi hanno capito quanto sia difficile essere la guida di qualcuno, ma soprattutto quanto sia difficile fidarsi di qualcuno e questo perché preferiamo cercare di cavarcela da soli, piuttosto che chiedere aiuto a qualcuno nel momento del bisogno.

L’ultimo elemento, l’amore, è la cifra di ogni cristiano, a maggior ragione chi segue l’esempio di San Vincenzo: l’amore, concretizzato nella Carità, è la missione verso la quale siamo chiamati. Ogni vincenziano, quando si prodiga nella Carità, ha ben in mente ciò che il Signore dice nel Suo Vangelo ed è pertanto consapevole che ogni gesto d’amore rivolto a un fratello o a una sorella che soffrono, è un gesto d’amore rivolto al Signore stesso. La gentilezza si traduce in gesti d’amore, piccoli o grandi che siano, capaci di lasciare un segno indelebile in chi lo riceve. I piccoli della JMV hanno potuto sperimentare questa qualità dell’amore attraverso un laboratorio pratico: muniti di una maglia bianca, con gli avambracci tinti di un colore a loro scelta, si sono abbracciati lasciando l’uno sull’altro il segno di quell’abbraccio. Ma la riflessione sull’amore non si è conclusa solo su quest’aspetto. Soprattutto i neo-adolescenti hanno potuto riflettere sull’importanza di amare sé stessi per poter poi amare anche gli altri: questo sentimento non si traduce in egoismo, bensì nella consapevolezza che si è figli amati da Dio, perché solo avendo chiaro questo aspetto si è in grado di donare agli altri l’amore che si riceve dal Signore.

Questo campo scuola – come tutti gli altri del resto – non si è rivelato semplice sotto molteplici punti di vista, ma gli animatori e i religiosi che li accompagnavano hanno visto nei sorrisi e nei pianti liberatori dei ragazzi le scintille che li portano ad organizzare esperienze di tal genere. Avendo in mente il Vangelo di venerdì 26, si sono resi conto che il seme della Parola che stanno gettando su questi ragazzi sta incontrando un terreno buono, in grado di produrre frutto «il trenta, il sessanta e il cento per uno» (Mc 4,20). 

Questa generazione di piccoli vincenziani sta crescendo nel carisma del nostro santo fondatore, avendo chiaro adesso quanto sia importante la gentilezza verso il prossimo in un mondo votato all’avere e all’esteriorità, prendendo in particolare come esempio Maria: Ella, che con coraggio si fece guidare da Dio, fu l’esempio più grande di come avere un cuore gentile votato all’amore per il Signore e per i fratelli e le sorelle che soffrono.

Gaetano Germano
Responsabile territoriale JMV Sicilia