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«Il tempo della conversione è adesso». Commento al Vangelo della III Domenica di Quaresima (Anno C)

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III Domenica di Quaresima (Anno C) 
«Il tempo della conversione è adesso»

di Monica Galdo Conferenza San Vincenzo Ferreri di Sant’Antimo (Na)
Membro Giunta Esecutiva Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli - Referente Nazionale Formazione


Dal Vangelo secondo Luca 
Lc 13,1-9

Questo brano del Vangelo ci tocca da vicino: non possiamo sempre dare la colpa agli altri per i problemi del mondo, non possiamo solo lamentarci delle ingiustizie e delle difficoltà, non possiamo restare fermi nell’attesa che qualcun altro cambi le cose. Gesù ci invita a iniziare da noi, solo così possiamo essere protagonisti del cambiamento.

Convertirsi è un’azione concreta, non solo è riflettere sulle nostre azioni, ma è impegnarci a fare il bene e assumendoci la responsabilità di migliorare la nostra vita e quella degli altri. Gesù ci ricorda che il tempo è un bene prezioso, non possiamo aspettare all’infinito per fare le scelte importanti. Il momento giusto per amare, servire e agire è adesso.

Ogni giorno, nel nostro servizio vincenziano, abbiamo la possibilità di fare la differenza: con un gesto di ascolto, una parola gentile, una mano tesa verso chi è nel bisogno. 
Ma quante volte rimandiamo? quante volte ci nascondiamo dietro alla scusa di non avere tempo, di non essere pronti? Quante volte dimentichiamo che chi è nel bisogno non può aspettare? Quante volte dimentichiamo che la carità non può essere rimandata?

La Quaresima non è solo un periodo di riflessione, ma anche di azione. Non basta solo pensare o dire di voler aiutare, bisogna farlo davvero, nei piccoli gesti di ogni giorno: offrendo aiuto senza aspettare che ci sia chiesto; ascoltando chi soffre; impegnandoci perché la nostra carità non sia solo un aiuto materiale, ma sia trasformativa e foriera di relazione, condivisione, crescita reciproca.

La parabola del fico sterile ci dice che non basta vivere, non dobbiamo agire passivamente ma dobbiamo portare frutto. Essere vincenziani significa non sprecare il tempo, non restare indifferenti ai bisogni degli altri. Siamo vincenziani e quindi dobbiamo sempre essere pronti ad andare incontro all’altro. Come il vignaiolo della parabola, Dio ci dà tempo per crescere, per migliorarci e per diventare strumenti di bene, ma ci invita allo stesso tempo di cogliere l’attimo! Il nostro cuore, deve essere sempre pronto a aiutare l’altro. Il povero che oggi bussa alla nostra porta, domani potrebbe non esserci più! Il giovane che oggi ha bisogno di una guida, potrebbe perdersi se nessuno si prende cura di lui!

Non aspettiamo un altro anno per iniziare a vivere davvero, per convertirci!
Se c’è qualcuno da aiutare, facciamolo subito, ora.
Se c’è un’opportunità per fare il bene, non lasciamola sfuggire.
Il tempo della conversione è adesso!