“Giovani in missione - Custodi del Fuoco": giornata d'apertura della JMV Sicilia

JMV Sicilia
“Giovani in missione: Custodi del Fuoco”
Domenica 6 ottobre 2024 si è tenuta a Lentini la giornata d’apertura della JMV Sicilia, dal titolo “Giovani in missione: Custodi del Fuoco”.
La giornata è stata animata dagli stessi ragazzi che hanno voluto ufficializzare l’inizio dell’anno associativo 2024/2025. Quest’anno, infatti, è particolare sotto uno specifico punto di vista, ossia il Giubileo ordinario del 2025 indetto da Papa Francesco con la bolla pontificia d’indizione del 9 maggio di quest’anno.
La Gioventù Mariana Vincenziana italiana, infatti, ha accolto l’appello del Santo Padre ad essere “Pellegrini della Speranza” in un mondo ormai segnato dallo sconforto e dalla solitudine. I giovani vincenziani, però, non possono dimenticare lo spirito della missione che li contraddistingue, il carisma che li rende giovani inviati nel mondo per i giovani e soprattutto per i poveri.
"custodi del fuoco"
Il sottotitolo “Custodi del Fuoco” è stato ripreso dalle parole di Padre Valerio Di Trapani CM – Visitatore della Missione per la Provincia Italia – durante la sua presenza all’ultimo Consiglio Nazionale JMV tenutosi a Roma, presso il Collegio Leoniano dal 13 al 15 settembre. In quell’occasione, Padre Valerio ha esortato i giovani vincenziani italiani a riscoprire il fuoco del loro carisma, con la consapevolezza di esserne custodi. Essere custode significa aver cura che la cosa custodita non perisca: in particolare, essere custodi del carisma di San Vincenzo non significa solamente impedire che questo si perda, ma spinge ad accrescere la fiammella perché si trasformi in un incendio. Il Padre Visitatore, quindi, ha esortato i giovani a diventare non solo custodi, ma veri e propri “piromani” della Carità, affinché essa possa infiammare i cuori di tutti.
La giornata d’apertura della JMV Sicilia si è voluta inserire nel pieno del cammino giubilare verso Roma 2025 e dell’invito ricevuto dal Visitatore della Missione. Guidati dall’Assistente regionale, Padre Mario Sirica CM, dalla Suora animatrice regionale, Suor Immacolata D’Amore FdC, con la presenza costante e affettuosa di Suor Paola Russo FdC, i giovani si sono interrogati sul significato del fuoco e sull’essere custodi di questo. Chiaramente, il fuoco può avere una connotazione negativa: distrugge, devasta; ma, il fuoco può presentarsi, in particolar modo, come un elemento positivo: esso riscalda, illumina, permette di mangiare cibi cotti, etc. Per poter mantenere un fuoco è necessario un combustibile, come la legna, un innesco, come un accendino, e qualcosa che alimenti la fiammella, come un ventaglio che porta ossigeno alla combustione.
Le attività della giornata sono state divise per fasce d’età, con un gruppo formato dai preadolescenti di Bagheria e Lentini e con un altro formato dagli adolescenti; i giovani, invece, hanno tenuto la loro condivisione dopo pranzo, per permettere agli animatori di avere un momento di formazione tutto per loro. Per prima cosa, quindi, attraverso una riflessione personale, ogni ragazzo ha cercato di capire se è presente un fuoco dentro di loro (ossia se è presente un qualcosa che li spinge a dare tutto loro stessi) e se hanno a disposizione il necessario affinché questo fuoco bruci. Dopodiché, i ragazzi si sono interrogati sul loro essere custodi di questo fuoco. Terminata questa parte puramente personale, si è passati al capire il significato spirituale dietro questi simboli. La legna, essendo il combustibile, rappresenta la nostra fede, la quale è necessaria perché possiamo essere membra vive della Chiesa di Cristo. La fede, però, rimane spenta se non assume in pieno il suo significato, ossia di relazione profonda con Dio: ecco perché l’accendino è la preghiera, quel dialogo privato e comunitario con il Signore che accende la nostra fede e le permette di bruciare. Ad alimentare il fuoco della fede, però, agisce anche un’altra cosa che permette alla fiamma di non spegnersi, ossia la JMV: la nostra Associazione è quel ventaglio che permette al fuoco della nostra fede di alimentarsi di ossigeno, in virtù del nostro cammino al suo interno.
servizio
La bellezza della JMV risiede in questo e cioè nel permettere che noi giovani possiamo fare esperienza di Cristo nel nostro servizio individuale nella vita quotidiana, oppure nel servizio fatto con i propri compagni di cammino. Essere custodi del fuoco vuol dire impedire che la fiamma della nostra fede cristiana rimanga senza ossigeno, o per meglio dire rimanga senza quel mettersi a servizio degli altri che permette di incontrare a tu per tu il nostro Signore Gesù.
la jmv nella mia vita
Alla luce di queste considerazioni, anche i giovani più “adulti” si sono confrontati, con la mediazione di Padre Mario, sul loro cammino nell’Associazione. In particolare, si sono interrogati circa la posizione assunta dalla Missione nella loro vita ed è emerso che la JMV ha aiutato loro in tutti i momenti della loro vita, sia belli che brutti soprattutto. Questi doni ricevuti si riflettono sul loro bisogno di non distaccarsi dall’Associazione e dalla sua Missione, per restituire tutto ciò che si è ricevuto. Infatti, anche se a volte sembra di non star facendo abbastanza, in loro è radicato il Carisma che hanno imparato a conoscere lungo un cammino durato una vita e questo Carisma lo mostrano in ogni aspetto della loro vita, sia essa privata, professionale oppure universitaria.
Al termine di questa giornata, i ragazzi e i giovani della JMV Sicilia sono tornati a casa con la conferma di essere parte di un grande progetto, iniziato nel 1830 da parte della Madonna che ha instillato una fiamma nel cuore di Santa Caterina Labourè affinché creasse un’Associazione di “Giovani per i Giovani”. Questo progetto continua ancora oggi e si manifesta nella professione dell’Atto di impegno di Domenico Riera, giovane lentinese di 14 anni, con la quale è entrato a far parte a tutti gli effetti della JMV assumendosi l’impegno di alimentare e trasmettere quel fuoco ricevuto dai suoi animatori.
Bagheria, 9 ottobre 2024
Il Responsabile territoriale JMV Sicilia
Gaetano Germano