FamVin SARDEGNA: "Con san Vincenzo portatori di Speranza". Giornate di Seminario Vincenziano 2025

CON SAN VINCENZO: PORTATORI DI SPERANZA
Mossa dal Giubileo Ordinario della Chiesa cattolica dell’Anno 2025, Pellegrini di speranza, e per celebrare insieme l’anno giubilare della Fondazione della Congregazione della Missione, l’intera e numerosa Famiglia Vincenziana della Sardegna, ha dedicato le due tradizionali giornate di “seminario vincenziano” a confrontarsi sul tema: Con san Vincenzo portatori di speranza.
Appuntamento, quello delle “giornate di seminario” in terra sarda, sempre atteso e ancora molto partecipato dai Membri dei diversi rami della famiglia vincenziana dell’isola: Volontarie vincenziane, Figlie della Carità, Missionari vincenziani, Società di san Vincenzo, Suore del Getsemani fondate da p. Manzella e Suore di Carità fondate da santa Giovanna Antida.
Nelle due domeniche, il 19 gennaio a Cagliari e il 26 gennaio a Sassari, p. Françisco Javier Alvarez, CM, già vicario generale della Congregazione della Missione e Direttore generale delle Figlie della Carità, ha tenuto la relazione “di formazione e di studio”.
Con entusiasmo, passione, esperienza di vita e soprattutto con la sua profonda conoscenza delle “fonti” della spiritualità vincenziana, il Relatore ha catturato l’attenzione dei numerosi presenti, servendosi di un linguaggio da “piccolo metodo”, come insegna san Vincenzo, e in un italiano quasi perfetto.
Ci ha illuminati: sulla virtù della speranza, su che cos’è la speranza cristiana secondo la Bolla di indizione del Giubileo, su cosa possiamo imparare da san Vincenzo sulla speranza, e su come essere portatori di speranza nel nostro tempo.
Nell’ultima parte della Relazione p. Alvarez sottolineando che il carisma di Fondazione della CM nel suo 4° secolo di vita e l’Anno giubilare 2025 ci spingono a essere “pellegrini di speranza nel mondo di oggi” (cfr Papa Franecsco, Spes non confundit n.10), si è interrogato: “Ma a chi pensa in particolare il Papa? Pensa ai carcerati, ai malati, ai giovani, ai migranti, agli anziani e a tante migliaia di poveri che “mancano del necessario per vivere”. “È scandaloso -continua il Papa- che in un mondo dotato di enormi risorse, la maggior parte delle quali sono destinate agli armamenti, i poveri siano la maggioranza: miliardi di persone” (n. 15).
“Come vincenziani, ha terminato il Relatore: ci sentiamo doppiamente invitati (perché siamo cristiani e perché siamo vincenziani) a collaborare a questo bel progetto di portare la speranza a chi ne è privo o l’ha persa”.
Nel pomeriggio delle due giornate è stata proposta “La tavola rotonda” in cui (moderati, a Cagliari, dal giornalista Mario Girau; a Sassari da Meloni Antonio, direttore del settimanale diocesano Libertà fondato da p. Manzella), il Dott Salamone Giancarlo delle Conf. S. Vincenzodella Toscana, il giornalista e scrittore Gianni Garrucciu ed il sindacalista Sergio Mura, hanno dialogato sulla povertà nel mondo, nell’isola e nel territorio.
Anche la “novità” della tavola rotonda, confronto tra voci di professionisti laici sul tema condiviso da tutti vincenziani: “quali segni di speranza possibili possiamo dare alla povertà del mondo di oggi?”, è stata apprezzatissima da tutti i presenti … per un verso per l’apertura al faticoso mondo dei poveri, e per l’altro verso per la profezia vincenziana del modo di affrontare “il povero” di goni tempo … i poveri non vanno contati … vanno abbracciati.
E’ stata, quella del seminario, esperienza per la quale sentiamo di dovere tanta riconoscenza a chi, oltre trent’anni fa, la fece nascere; a quanti, con senso di responsabilità, negli anni, l’hanno custodita e riproposta, e riconoscenza ai Membri del Coordinamento attuali perché continuano a collaborare e camminare insieme per l’animazione e formazione dei vincenziani in Sardegna.
Uguale dovere di riconoscenza va ai responsabili dei diversi Rami che operano per coinvolgere sempre più tutti i vari gruppi di vincenziani e quanti dipendenti, amici o volontari, li affiancano nelle diverse opere: scuole, servizi per i poveri, parrocchie, carceri, sportelli in favore delle vittime della tratta, centri per donne maltrattate, strutture per contrastare l’alcolismo, lo sportello “Oltre il buio” a tutela di uomini e donne, ragazzi vittime di violenza … (impossibile elencare tutto).
Infine sentito ringraziamento tutta la Famiglia Vincenziana della Sardegna lo deve alle due Comunità di Figlie della Carità (Casa Mater nostra di Cagliari e Casa santa Luisa di Sassari) e ai loro tanti e generosi volontari per il complesso lavoro-servizio di accoglienza dei partecipanti ai seminari. Si tratta, per il 2025, di circa 550-600 presenze.
Padre Bruno Gonella CM
Direttore Figlie della Carità
