"Essere cristiani: una scelta che può costare la vita". La testimonianza di Olga e Christine: dalla Siria a Roma.

Dalla Siria al Giubileo dei Giovani a Roma
Essere cristiani in Siria non è uno slogan,
ma una scelta che può costare la vita.
Un gruppo di giovani Vincenziani provenienti dalla Siria, accompagnati da P. Fady Siriani CM, ha reso il nostro Giubileo ancora più speciale. Vi presentiamo due splendide testimonianze, cariche di fede e speranza.
Olga Al-Mouty, ha studiato l’ingegneria informatica. Ora ha il suo negozio di dolci e torte.
Veniamo dalla Siria... per parlare a nome della Gioventù Mariana Vincenziana.
La nostra testimonianza di oggi non vuole rattristarvi, ma dirvi che la mano di Dio è sempre stata con noi e che di fronte alla morte abbiamo scoperto il vero senso della vita.
Dalla Siria, il Paese di cui avete sentito parlare attraverso le notizie di guerra e di rifugiati, la terra santa che è stata testimone di uno dei più grandi momenti della cristianità.
Migliaia di anni fa’ su Straight Street, la stessa strada dove il Signore Gesù apparve a Saulo e gli disse “Perché mi perseguiti?”.
Quel momento segnò l'inizio del nuovo cammino di Paolo, illuminato dalla luce del Signore sul sentiero della speranza e della fede. Da quella stessa strada, siamo venuti a condividere con voi il nostro viaggio di speranza.
Quattordici anni fa eravamo ancora giovani adolescenti. Una mattina ci siamo svegliati in una nuova realtà segnata dal ritmo delle bombe e delle esplosioni, e da allora la paura è diventata la nostra compagna quotidiana.
Le nostre scuole, università, case e chiese sono state bombardate. Abbiamo visto la morte ovunque e abbiamo perso amici e parenti. Molti di noi sono emigrati in cerca di vita, mentre quelli che sono rimasti hanno vissuto tempi ancora più duri.
La nostra speranza è stata messa alla prova ancora e ancora - attraverso la guerra, la pandemia COVID-19, i terremoti, il collasso economico e i cambiamenti di regime.
E come se tutto questo non bastasse, il mese scorso un attacco terroristico ha preso di mira una chiesa piena di fedeli a Damasco durante la Messa domenicale, lasciando dietro di sé più di ventisette martiri e molti feriti.
Siamo qui davanti a voi stasera solo perché il terrorista ha scelto una chiesa diversa da quella in cui ci trovavamo.
Tragedie come questa possono allontanarvi dalla vostra fede - incolpando Dio perché non li ha protetti - o avvicinarvi a Lui, confidando maggiormente nella sua volontà.
Per noi, ci siamo trovati a gridare a Dio con maggiore onestà. Ci siamo riuniti in preghiera, ci siamo sostenuti a vicenda e abbiamo riscoperto il significato di essere “uno in Cristo”.
Essere cristiani in Siria non è uno slogan, ma una scelta che può costare la vita.
Tutte queste tribolazioni rafforzano la nostra fede in Gesù crocifisso che ha subito violenza per noi. E ci rivelano che il senso della vita non sta nelle realtà terrene, ma nella promessa di Dio della vita eterna.
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Christine Saad, laureata in contabilità, attualmente svolge la sua attività presso la Caritas in Siria.
Come membri del GMV, abbiamo affrontato molti momenti di paura e scoraggiamento. Tuttavia, nonostante i continui bombardamenti sui nostri quartieri e la diminuzione del numero dei nostri membri a causa dell'emigrazione, non abbiamo permesso che la disperazione ci sopraffacesse.
Con il sostegno delle Figlie della Carità e dei Padri Lazzaristi (missionari vincenziani), le loro porte sono rimaste aperte per accoglierci e sostenerci. Abbiamo continuato i nostri incontri settimanali - per vivere, contemplare e servire - attraverso attività con bambini di tutte le età.
Il messaggio della Vergine Maria vive ancora nei nostri cuori, spingendoci a continuare a camminare con lei verso Gesù, suo Figlio. Ci chiama, in ogni momento di debolezza, a inginocchiarci davanti all'altare del Signore, dove le sue grazie sono abbondanti.
La spiritualità di San Vincenzo de' Paoli ci ha insegnato che in ognuno di noi c'è una forza che viene da Dio, una forza che ci permette di essere una luce nel buio della vita di qualcun altro. Attraverso le visite a domicilio e molte altre iniziative abbiamo offerto assistenza a molte persone in difficoltà.
La loro resilienza e la loro sofferenza ci hanno insegnato e alimentato nei nostri cuori il vero significato della speranza cristiana fondata sulla fede in Cristo crocifisso e risorto.
Nel febbraio 2023, un terremoto ha colpito il nord della Siria, lasciando migliaia di famiglie senza casa ad Aleppo. La situazione era catastrofica in una città che aveva già sofferto molto durante la guerra. Non avevano nemmeno i beni di prima necessità, come il latte per i neonati, quasi introvabile in Siria.
Così abbiamo deciso che ognuno di noi sarebbe andato in una farmacia vicina a comprare un solo barattolo di latte da inviare ad Aleppo. Eravamo solo 20 persone, ma alla fine abbiamo raccolto più di 600 lattine di latte e molti altri prodotti.
Abbiamo iniziato con quello che avevamo - cinque pani e due pesci - e la mano di Dio è stata con noi, benedicendo i nostri sforzi, permettendoci di portare la Sua misericordia a molti cuori.
Dalla Siria - terra di fede e di speranza - siamo venuti a Roma come giovani cristiani siriani, non solo per parlare delle nostre tragedie, ma per essere messaggeri di speranza, ed è nostro profondo desiderio incoraggiarvi ad aprire il vostro cuore a Cristo che non vi abbandona mai anche nei momenti più bui.
Ringraziamo gli organizzatori per questa preziosa opportunità di condividere la nostra testimonianza di vita.
E preghiamo per la pace in tutti i Paesi che ancora soffrono gli orrori della guerra.
L'amore è più forte della morte.
Alleluia.
Durante la Veglia a Tor Vergata, sono stati invitati a ricevere i saluti di Papa Leone XIV. È stata un'emozione indescrivibile.
Ufficio Comunicazione
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