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Esperienza Vincenziana a Trieste: insieme, nella piazza del mondo

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Insieme, nella piazza del mondo

Il progetto di accoglienza di marito e moglie che si prendono cura dei migranti

Lo scorso 24-26 giugno siamo partiti con alcuni componenti del gruppo “Fraternità di strada Vincenziana” di Livorno per intraprendere un viaggio, portando con noi 7 ragazzi tra i 14 e 17 anni che durante l’anno vivono l’esperienza del servizio di strada, abbiamo raggiunto Trieste, città di confine, luogo di passaggio per tanti migranti provenienti dalla rotta balcanica.

L’idea di partire nasce da un incontro con due anziani signori, Gian Andrea Franchi e sua moglie Lorena, entrambi ultraottantenni, che dal 2019 ogni sera scendono in piazza Libertà, di fronte alla stazione di Trieste, per accogliere e offrire un aiuto concreto ai migranti provenienti da paesi lontanissimi quali l’Afganistan, il Pakistan, l’Iran, la Siria, il Nepal, e altri ancora, i quali hanno affrontato un duro cammino fino a Trieste attraversando innumerevoli pericoli.

Il messaggio che arriva stando lì è forte e chiaro, non ci si può girare dall’altra parte quando ci sono di mezzo persone che hanno viaggiato per mesi in situazioni a volte disperate, senza mangiare per giorni, con qualsiasi situazione metereologica, vessati da innumerevoli prove.

La piazza è un luogo “neutro”, dove tutti possono fermarsi, trovare un po' di umanità e accoglienza. Quasi sempre Lorena è lì, seduta ai piedi dei migranti per prendersene cura, doloranti e segnati dal cammino, nel guardarla hai la sensazione che lì nasca la pace, quella che nel mondo manca purtroppo.

I ragazzi che hanno vissuto con noi l’esperienza hanno condiviso lo stupore dell’incontro con persone così diverse e al tempo stesso simili a loro, adoperando quel poco di inglese che hanno imparato a scuola sono riusciti ad entrare in relazione, ascoltando storie, esperienze, punti di vista.

Ognuno di loro si è arricchito, hanno capito l’importanza di avere un cuore aperto, capace di superare i pregiudizi e le paure che abbiamo quando si parla di “migranti”, o più in generale di chi è diverso da noi; hanno imparato la bellezza dell’essere curiosi nel conoscere altre culture, fedi religiose, con i loro valori e le loro perle di saggezza.

Ora piazza del mondo vive un po' anche dentro di noi, vogliamo che l’esperienza di questi giorni diventi ulteriore ricchezza nel nostro servizio di prossimità e nel nostro vivere in generale

Di seguito riportiamo la testimonianza di Emma, una delle nostre giovanissime partecipanti:

Quando siamo arrivati a Trieste siamo stati accolti da Gianandrea che ci ha raccontato di come è iniziato questo bellissimo progetto di accoglienza. Tutto iniziò nel 2019 da Gianandrea e sua moglie Lorena che scelsero di mettersi a servizio delle persone provenienti dalla rotta balcanica che arrivando a Trieste si ritrovano tutti in Piazza della Libertà, detta anche Piazza del Mondo. Il nostro percorso in questo progetto è durato poco, siamo stati solo 3 giorni, ma già la prima sera quando siamo arrivati in piazza siamo stati accolti da tutti con un sorrise e tanti ciao detti sia in italiano che in inglese ci siamo messi subito a servizio, noi ci siamo occupati principalmente dell'intrattenimento, cantavamo, facevamo conversazione e giocavamo a pallavolo mentre altri volontari distribuivano beni, alimentari e vestiario, e curavano e disinfettavano piedi e ferite degli immigrati che erano appena arrivati.

Per me è stata un'esperienza unica ed emozionante, quando siamo arrivati la prima sera nessuno sapeva chi eravamo, ma ci hanno salutati con un sorriso e tutti erano curiosi di sapere chi eravamo. In pochi istanti quelle persone che hanno affrontato tante sfide che la vita gli ha messo davanti erano sorridenti e molto solari. Quando ci siamo messi a cantare loro venivano da noi per ascoltarci. Mi ha colpito molto un signore che ha provato a suonare la canzone "L' italiano” e quando nella canzone fa “sono un italiano” lui ha detto “sono un italiano no un indiano”; vedere che c’erano due famiglie con dei bambini piccoli e vedere che ci hanno accolto e si sono fin da subito aperti con noi mi ha aperto il cuore.

Padre Francesco Gusmerolli CM e Emma