Skip to main content

Dall'esperienza "Tre giorni con Maria": Giulio, 11 anni, racconta la sua testimonianza

Dall'esperienza "Tre giorni con Maria", leggiamo la testimonianza di Giulio, 11 anni. 

La “Tre giorni con Maria”, tappa del pellegrinaggio nazionale, trova ovunque dolori da consolare, speranze da riaccendere, entusiasmi sopiti da rivitalizzare, esperienze di fede più o meno forti. Leggiamo alcune testimonianze dalla parrocchia di Maria Immacolata della Medaglia Miracolosa a Pedara (CT), sorta sulla devozione trasmessa dal padre missionario vincenziano Raffaele Landolfo che l’ha fondata. 

Giulio, 11 anni, nato prematuro a 7 mesi, in attesa di un trapianto della cornea, racconta la sua vita e l’incontro proprio con suor Ivana avvenuto durante il pellegrinaggio: “Appena nato sono stato intubato per due mesi, sono stato in ospedale per sei mesi. A marzo 2013 sono uscito. In questa “convalescenza ospedaliera” il 5 dicembre ho avuto un arresto cardiaco. Gesù però mi ha detto: “ascolta ancora non è il tuo momento hai cent'anni di vita statti qua”. E fortunatamente sono sopravvissuto.

I dottori dicevano che sarei stato un vegetale ma contro tutti i pronostici, anche perché Gesù mi ha sempre aiutato, sono adesso un bambino che corre, che salta, che mangia e che è molto autonomo. L'unica cosa è che la mia vista è stata gravemente compromessa. Da un occhio non vedo e da un altro vedo molto poco.

Inoltre, veramente sono grato che Gesù mi abbia dato la vita, nonché mi abbia salvato da molti imprevisti. D'altronde potevo essere molto peggio di come sono oggi, perché alla fine un piccolo problema visivo sì, e può essere una compromissione, però l'importante è che posso essere “autonomo”.

Una volta in chiesa ho visto una suora. Abbiamo parlato della mia vita, della mia storia. Sono stato veramente grato di averla accanto a me, sono stato grato di dirgli tutta la mia storia e ho provato felicità e conforto quando parlavo con lei, avevo tutte le mani sudate tra l'altro quel giorno perché a volte accade così quando ci sono delle emozioni forti; d'altronde ero davanti a tutti, alla fine un po’ di emozione ci sta. Sono veramente grato di avere la vita, di avere Gesù accanto che mi ha salvato e mi continuerà a salvare”.