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CATANIA | La carità che mette in cammino la JMV Italia

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Servire con Maria, incontrare Cristo nei poveri
JMV Italia 

Nei profili social della Locanda del Samaritano di Catania, casa di accoglienza diretta da padre Mario Sirica CM, un breve video racconta l’esperienza che hanno vissuto ragazze e ragazzi della Gioventù Mariana Vincenziana (JMV) impegnati nel campo servizio “Sulle orme di Maria: servizio e fraternità” dal 24 al 26 luglio scorso: è impossibile non notare la forza e l’allegria dimostrata da questi ragazzi nelle realtà complesse della Locanda stessa, della mensa delle suore di Madre Teresa, di Casa Carità dove operano le Figlie della Carità di San Vincenzo de’Paoli,  tra le strade del capoluogo etneo con l’Unità di Strada. 

Non c’è stata una vera “giornata tipo” in questo campo perché i giovani, una ventina provenienti da tutta Italia, fra cui alcune ragazze non appartenenti alla JMV che hanno partecipato per la prima volta, si sono divisi per coprire bisogni e servizi sul territorio, riunendosi poi per vivere insieme formazione e preghiera. Emi Raimondo, presidente nazionale italiana della Gioventù Mariana Vincenziana spiega: “gli occhi vedono la povertà, le storie di strada di notte, la solitudine negli occhi degli anziani oppure delle persone che vengono a chiedere un pasto… Ma ciò che il cuore poi ha percepito ancora di più è ogni volta la dignità e la bellezza di ciascuno di loro che fa tanto riflettere. Fa tanto bene a noi incontrare le persone, che sia per strada con l'Unità di Strada piuttosto che servire a tavola: non è solo dare qualcosa, ma è proprio ricevere, scambiarsi uno sguardo, un sorriso, una parola”. 

Ricorda Marica, della JMV di Palo del Colle: “Il vento è stato il filo conduttore delle nostre riflessioni. Un vento che non spinge semplicemente ad andare lontano, ma che ci invita a non restare fermi nelle nostre paure. A fidarci, a metterci in cammino, a lasciarci cambiare. E forse è questo il dono più grande che porto a casa: la consapevolezza che ogni incontro può aprire un orizzonte nuovo, se abbiamo il coraggio di lasciarci muovere”. 

La consapevolezza che nasce dall’incontro e quindi la “regola di vita” che ne deriva echeggiano nelle parole di Annalisa e Giovanni, anch’essi di Palo del Colle: “I contesti muteranno, i venti cambieranno direzione e i volti della strada saranno altri, ma ciò che resta è la capacità di riconoscere la bellezza: quella di ciò che viviamo e la verità di ciò che siamo. Per tutto questo, siamo grati per esserci ritrovati lì dove i nostri percorsi si sono formati, rafforzati e hanno preso consapevolezza di quello che vuol dire essere mariani vincenziani”. 

Amare Dio “spinge” alla concretezza della vita, lo ricorda Alessandra di Fiumefreddo, alla sua prima partecipazione al campo servizio dove, tra l’altro, ha potuto “scoprire” la realtà della JMV: “Non si tratta semplicemente di credere o non credere in Dio. Si tratta di imparare ad amare il prossimo, di tendere una mano a chi è in difficoltà, di mettersi al servizio degli altri con semplicità e umiltà. Ed è proprio questo che il gruppo della JMV testimonia ogni giorno: il valore autentico dell’aiuto reciproco e della solidarietà”. 

Barbara, di Lamezia Terme, mette in luce la comunità che si costruisce nel servizio e nella condivisione e riflette sulla metafora del viaggio, del vento e del mare che ha segnato tutto il campo servizio della Gioventù Mariana Vincenziana: “Io ho fatto il servizio con gli anziani della casa di riposo. Per me era la prima volta… Ero un po’ titubante, un po’ preoccupata perché non sai mai come approcciarti a un “vecchietto” che ha un sacco di esperienza… Eppure, è stato quasi come fare servizio ai bambini: sono semplicemente dei bambini con una storia più lunga alle spalle... Incontrare l'altro in ogni volto che ti si presenta davanti è una cosa meravigliosa”. 

ANTONELLO SACCHI

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