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ANNO C - II Domenica. Le nozze di Cana: «è la festa della vita, l’ebbrezza di essere Suoi»

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II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù

di Barbara Milone, Presidente JMV Italia

Vangelo secondo Gv 2,1-11

Giovanni ci racconta il primo dei segni compiuti da Gesù, segni non miracoli perché Gesù pian piano si manifestava nella Sua immensa Gloria mettendo di volta in volta un tassello che ci chiarisce la Sua personalità. 

Che racconto meraviglioso questo: Gesù che sceglie l’inizio della sua vita pubblica proprio durante una festa di nozze, un banchetto gioioso, una festa della comunità, della collettività; sceglie un momento di immensa gioia, il giorno dell’amore per eccellenza, il sì che sigilla due cuori. 

Da poco mi sono sposata e so bene la gioia e l’emozione che si prova in un giorno così speciale. Quel giorno io e Riccardo eravamo circondati dall’affetto di amici, parenti e dell’intera comunità parrocchiale che in modo inaspettato quel giorno ha riempito la Chiesa. I nostri sì per la vita davanti a Gesù e benedetti da Maria, alla quale a fine celebrazione abbiamo dedicato una preghiera speciale affinché benedica la nostra nuova famiglia. Anche al nostro matrimonio non mancavano Gesù e Maria, ospiti d’onore ad ogni matrimonio che si rispetti. 

Ecco il Gesù che veramente abita in mezzo a noi e lo fa senza fronzoli e senza colpi di scena, in una scena di vita quotidiana. 

Sembra quasi che debba accontentare la richiesta della madre, e da buon figlio a quella richiesta implicita di Maria “non hanno più vino”, Egli agisce. Come a dire: “ora ci penso io, non preoccuparti” e nel silenzio pieno e bello con cui si fanno i gesti più grandi, Egli non fa spegnere la festa, anzi ne diventa il motore. 

Ecco il Gesù della comunità, della relazione, un Gesù che non vuole che la festa finisca ma vuole che si danzi, si balli e soprattutto si stia insieme, essendo qualcosa l’uno per l’altro, essendoci sempre per l’altro. È un Vangelo che trasuda gioia da ogni rigo e Giovanni ci fa sentire parte di quel banchetto, stiamo festeggiando anche noi, siamo lì a brindare di quel vino buono. 

È questo che voleva Gesù, ecco perché si manifesta davanti ai suoi discepoli, lo fa per dare esempio e testimonianza, lo fa perché è importante che lo seguano, e così anche noi. Seguire Gesù sarà sempre per noi cristiani motivo di festa, è la gioia del banchetto di Cana che non ha fine. 

È la festa della vita. L’ebbrezza di essere Suoi.