«Alle mie pecore io do la vita eterna». Commento al Vangelo della IV Domenica di Pasqua (Anno C)

IV Domenica di Pasqua – Il Buon Pastore
«Alle mie pecore io do la vita eterna»
di Francesco Boi, unità di strada San Pietro (Vaticano)
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 10,27-30
«Perché l’Agnello, che sta in mezzo al trono, sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita. E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi». Sono parole dell’Apocalisse che illuminano la mia vita, la mia storia e la mia esperienza con i fratelli più fragili che ho incontrato in Piazza San Pietro.
Questa parola racchiude il senso di Dio alla parola del vangelo di oggi.
In questo tempo c'è la tendenza di sentirsi soli quasi individui incompresi e abbandonati come lo erano gli apostoli prima della pentecoste, ma come loro, il nostro cuore arde di amore quando sentiamo parlare Gesù, quando le nostre orecchie non sono occupate dal rumore del mondo e ci facciamo coinvolgere spiritualmente e fisicamente dall’amore incondizionato di colui che ci accetta così come siamo, fragili e umani … lui parla e noi ascoltiamo con attenzione perché la sua Paola è vita eterna.
Oggi il Signore ci rende un popolo, unito e non disperso, con a capo una guida, perché nessuno si senta perso e abbandonato, un pastore che si prende cura del suo gregge, che parla al suo popolo, che Ama la sua gente, niente è più bello di sentirsi parte integrante di un qualcosa che porta solo alla felicità.
Ama come Dio ti ama e sarai tu quella parola che consola, risana, guarisce, salva.
Siamo un popolo, siamo gente santa, siamo gente di Dio.
Santa Domenica.