Vincenzo: l'uomo della Carità. Il suo ritratto descritto da Abelly

Vincenzo: l’uomo della Carità
Il suo ritratto descritto da Abelly
“Moniseur Vincent era di statura media
e ben proporzionata: la sua testa
era un po’ calva e abbastanza grossa,
ma di giusta proporzione
rispetto alla sua corporatura.
Con una fronte ampia ed il viso maestoso
Non appariva né grasso, né magro.
Il suo sguardo era dolce e penetrante.
Aveva un udito fine.
Il portamento era grave e pensieroso,
ma nel suo aspetto serio
si mostrava benevolo e amabile.
I suoi atteggiamenti erano semplici
e naturali; e si presentava
in modo assai affabile e amichevole,
pur essendo di temperamento
bilioso e sanguigno”.[1]
Così lo descriveva il suo primo biografo, Louis Abelly. E in realtà i suoi tratti conservavano quel fare rustico di campagna, che la città di Parigi non era riuscita a scalfire.
Quel naso un po’ schiacciato, le larghe orecchie e le sopracciglia spesse rivelano la sua origine contadina.
Ma questo volto campagnolo lascia trasparire dalla bocca carnosa e dallo sguardo dolce e penetrante la bellezza di uno spirito nobile[2].
Ufficio Comunicazione
Provincia d'Italia

[1] P. Coste, Le grand saint du grand siècle, Paris 1931, III, 431-432
[2] I colori della Carità a cura di E. Antonello, A. Loda, Piacenza 2017, CLV-Edizioni Vincenziane, pg. 100