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PARIGI | Incontro CEVIM dal 2 al 4 dicembre 

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I VISITATORI D’EUROPA CON I RISPETTIVI CONSIGLI RIUNITI A PARIGI 

I Visitatori d’Europa e Medio Oriente (CEVIM), accompagnati dai loro Consigli Provinciali, si sono incontrati a Parigi, ospiti presso la rinnovata Maison Mère, dal 2 al 4 dicembre, con il Superiore Generale, P. Tomaz Mavric e il Consiglio Generale per “prendere decisioni eroiche che possano portare concretamente a una nuova Pentecoste, alla conversione e al rinnovamento della nostra identità”.

Le relazioni, il confronto preso l’Aula Magna delle Figlie della Carità di Rue du Bac e nei quattro gruppi linguistici ci hanno permesso di confrontarci su un questionario predisposto dal Superiore Generale e sulle sfide che egli ha lanciato. Egli ci ha chiesto: “Cosa vi chiedo in concreto? Di aprire, in ogni paese europeo e mediorientale in cui siamo presenti, “Case di Missione” che non siano legate a una parrocchia o, se legate a una parrocchia, di garantire la nostra presenza in quel territorio con una comunità che vi risieda e che possa dedicarsi al ministero itinerante, lasciando solo uno o due confratelli a gestire la parrocchia. 

Per illustrare il mio punto di vista, questi confratelli, - ha detto Padre Tomaz, potrebbero essere impegnati in missioni popolari, brevi sessioni di predicazione di due o tre giorni (ad esempio nei fine settimana), ministero vocazionale intensivo, ritiri spirituali per vari gruppi (sacerdoti, fratelli, seminaristi, laici, ecc.), servizio diretto a coloro che vivono in varie situazioni di povertà ed emarginazione, cappellanie in ospedali e carceri, accompagnamento spirituale e formazione di gruppi laici esistenti o futuri della Famiglia Vincenziana. 

In questo contesto, la mia speranza, che ho già espresso in altre occasioni, come durante l’incontro dei Visitatori a Parigi nel maggio di quest’anno, è quella di sviluppare in ogni provincia, vice-provincia e regione (dove ancora non esistono) dei “Centri di Formazione Vincenziana” dove i vari rami laici della Famiglia Vincenziana e altre persone possano approfondire il nostro carisma e la nostra spiritualità.

Un “segno dei tempi” nel contesto europeo è la forte secolarizzazione che si sta rapidamente diffondendo in tutto il continente. Su questo tema vi chiedo di avviare una riflessione profonda che porti a decisioni concrete in futuro. Vorrei che fosse prestata particolare attenzione ai rifugiati e ai migranti, dato che l’Europa e il Medio Oriente sono paesi in cui arrivano milioni di rifugiati provenienti da quasi tutti i continenti.

Le Province d’Europa e Medio Oriente, diversamente da quelle degli altri Continenti, hanno storie, culture e lingue molto diverse e benché sorretti da sinceri legami di amicizia e di fraternità è arduo programmare scelte pastorali comuni.
Ad aprile del 2026 i Visitatori si ritroveranno per individuare concretamente i passi da svolgere nella direzione auspicata dal Superiore Generale.

Consiglio Provinciale