L'esperienza di Joe: il lungo viaggio dal Libano a Piacenza

Il lungo viaggio dal Libano a Piacenza
Condividiamo con voi un'intervista di Cristina Ibba, giornalista, a Joe Chello, seminarista vincenziano del Collegio Alberoni.
L’esperienza di Joe Chello: “Mi piaceva la vita notturna ma dentro di me si è fatto strada il desiderio di seguire Cristo”.
“Avevo una vita «normale», come si dice. Frequentavo gli amici, avevo una fidanzata. Lavoravo e per due anni ho studiato giornalismo all’università. Mi piaceva la vita notturna, andavo in discoteca. Però avevo sempre, dentro di me, il desiderio di seguire Cristo in maniera radicale. Questa chiamata mi accompagnava da quando ero piccolo e giocavo a fare il prete”.
“MIA MADRE PROVIENE DA UN CONTESTO MUSULMANO”
Il 14 luglio Joe Chello compie 24 anni. Nato a Beirut, è cresciuto nella spiritualità vincenziana: “Sono stato uno studente alla scuola delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli. I miei genitori non erano molto praticanti. Mia madre veniva dal contesto musulmano, una ricchezza che mi ha permesso di conoscere altre religioni”. Joe, oggi seminarista al Collegio Alberoni, confessa che “a casa non era facile condividere quello che sentivo. Pensavo al dolore che avrei provocato ai miei genitori, separandomi da loro”.
LO ZAMPINO DEL COVID
In Joe comincia a maturare l’idea di finire l’università e poi di entrare in seminario. Il 16 maggio 2020, il secondo giorno di lockdown in Libano, riceve una telefonata dal suo padre spirituale, il Superiore della Casa provinciale dei Vincenziani a Beirut, “a dieci minuti da casa mia”. “Vieni qui, abbiamo bisogno che tu ci dia una mano”, gli dice. Joe prepara uno zaino, immaginando di tornare a casa dopo una settimana. Vi sarebbe rientrato, invece, nel settembre 2020.
“Sono rimasto lì, non volevo più tornare indietro. A settembre sono stato in vacanza e poi ha preso avvio una tappa più difficile del mio percorso: il noviziato, iniziato l’8 settembre 2021. Qui sono cominciate le sfide: ho scoperto che seguire Cristo è un cammino di purificazione e di liberazione. Di solito tutti noi cerchiamo di mostrare solo il nostro lato positivo, invece per seguire Cristo dobbiamo spogliarci delle nostre ferite e del nostro passato. Questo è il tempo della formazione e, soprattutto, del discernimento della vocazione”.
IN ITALIA DAL SETTEMBRE 2022
Al Collegio Alberoni Joe arriva circa tre anni fa, nel settembre del 2022, una volta finito il noviziato. Quando gli chiedo di spiegarmi in che modo si esprima la spiritualità vincenziana, mi risponde così: “San Vincenzo ha visto nei poveri l’immagine di Gesù Cristo e ha visto il povero in Gesù sulla Croce. La spiritualità vincenziana ci fa sperimentare Cristo, che ci guarda in profondità per liberarci davvero. Questo ci porta a vedere il povero nella propria moglie, nel proprio figlio, nel proprio collega. Questo significa fare attenzione alla persona, aiutare l’altro a scoprire la sua vita. Nel 1600 San Vincenzo mandava missionari in campagna da chi era rifiutato dalla società. Oggi esiste un’altra povertà, quella di chi giudica l’altro solo superficialmente e lo valuta solo per quello che ha”.
“NON CONOSCO IL MIO FUTURO, MA CON IL SIGNORE SARÒ FELICE”
“Amo la mia vocazione e so che sto rispondendo alla Sua chiamata.
Non posso prevedere cosa mi succederà in futuro, se sceglierò il sacerdozio, se sarò un padre di famiglia.
Quello che so è che, finché sarò con Lui, se rimarrò sempre attaccato a Lui, sarò certamente felice”.
Almeno due volte l’anno, Joe torna in Libano dalla sua famiglia: “Lasciare i miei genitori è sempre difficile, perché il Paese conosce la guerra e la paura. Continuo a sperare nella pace, anche se non so mai se li ritroverò al mio ritorno”.
Ci salutiamo con un detto di San Vincenzo: “Non basta amare Dio, dobbiamo farlo amare agli altri. Ci chiediamo sempre perché alcuni giovani ed anziani si allontanino dalla Chiesa, ma forse dovremmo pensare al modo in cui noi stiamo portando Cristo agli altri. Non servono sempre le parole, a volte anche con un piccolo gesto possiamo svelare il volto di Cristo”.
Cristina Ibba, giornalista
Il Nuovo Giornale – Settimanale della diocesi di Piacenza-Bobbio
Joe Chello, seminarista al Collegio Alberoni.
