Il singolare caso di una Congregazione che viene “Fondata” prima ancora di essere “Formata” (17 aprile 1625 - 2025)

Il IV centenario della fondazione della Congregazione della Missione (1625-2025)
Il SINGOLARE CASO DI UNA CONGREGAZIONE CHE VIENE ‘FONDATA’
PRIMA ANCORA DI ESSERE ‘FORMATA’
La Congregazione della Missione nasce come “missione” nelle terre di Folleville, a nord di Parigi, il 25 gennaio 1617. Da quella che S. Vincenzo, anni più tardi, definì la “prima predica della missione”, è sorto uno slancio missionario che ha coinvolto anzitutto lui stesso e poi i suoi primi collaboratori.
Per qualche anno, dopo quella sua prima esperienza (1618-1624), S. Vincenzo si dedicò alla predicazione delle missioni, prima nei ritagli di tempo e poi in una attività sempre più intensa. Si accorse ben presto che lo stato di abbandono religioso della povera gente della campagna costituiva una vera e propria urgenza pastorale.
L’idea di dare forma stabile a quella missione è maturata man mano che la pratica missionaria faceva vedere e toccare con mano i bisogni materiali e spirituali della popolazione. Così S. Vincenzo utilizzò la generosità della famiglia dei Gondi, di cui era precettore dei loro figli, per organizzare una “associazione di ecclesiastici” a questo scopo.
fondazione
Il 17 aprile 1625, a Palazzo Gondi in Rue Pavée, a Parigi, appena dopo mezzogiorno, fu firmato il contratto di fondazione della Congregazione della Missione. I contraenti: da una parte i donatori Filippo Emanuele Gondi e sua moglie, Margherita de Silly, che dotavano la futura associazione di un capitale di 45 mila lire per dare le missioni gratuitamente nelle campagne a nord di Parigi, e Vincenzo Depaul che accettava tale donazione con l’obbligo di redigere un regolamento e di trovare entro un anno 6 preti disposti a vivere insieme e a lavorare a questo progetto (XIII, 197-202). In quel momento S. Vincenzo poteva contare su 2 collaboratori stabili: A. Portail, suo primo compagno, e il Signor M. Belin, cappellano dei Gondi a Villepreux. Tutti e due aiutavano S. Vincenzo nell’assistenza ai Galeotti a Sain-Honoré a Parigi.
Dopo la morte della Signora Gondi, avvenuta il 23 giugno di quell’anno, nel successivo ottobre S. Vincenzo si stabilisce nel Collegio dei Bons-Enfants, la prima “Casa della Missione”. Dei due collaboratori, solo Portail aderisce alla vita comune. Belin decide di rimanere a servizio dei Gondi, ma continuerà a collaborare nella Missione da membro esterno. S. Vincenzo lo considerò sempre un “perpetuo e perfetto missionario”. Ad essi, nella primavera del 1626, si aggiunsero altri 3 compagni: F. du Coudray, G. de la Salle e L. Callon. Ma quest’ultimo, per ragioni di salute, fu costretto a lasciare la vita comune e a tornare nella sua parrocchia.
primi compagni
In questi mesi, S. Vincenzo e i suoi primi compagni, vissero i tempi eroici della fondazione. «Andavamo così tutti e tre a predicare e a dare la missione di villaggio in villaggio. Partendo consegnavamo la chiave a qualche vicino e noi stessi lo pregavamo di andare di notte a dormire in casa. E da per tutto non facevo che una sola predica, che rigiravo in mille modi: sul timor di Dio» (XII,8). In quel tempo S. Vincenzo stipendiava anche un “buon prete” come aiutante nella Missione, al quale pagava 50 scudi annui.
E così, dopo l’approvazione canonica della fondazione da parte dell’Arcivescovo di Parigi (Parigi, 24 aprile 1626), S. Vincenzo e i suoi primi tre compagni firmarono l’atto di associazione alla nuova “Compagnia” il 4 settembre 1626. Erano i Signori Antonio Portail, Francesco du Coudray e Giovanni de la Salle. Andarono subito dopo a fare un pellegrinaggio a Montmartre per chiedere il dono della “perseveranza nella missione” e la virtù della “povertà”.
Nei mesi successivi entrarono a far parte della nuova Comunità altri 4 membri: Giovanni Becu, Antonio Lucas, Giuseppe Brunet e Giovanni d’Horgny. La “piccola compagnia” era finalmente una realtà dopo 9 anni dalla “prima predica della Missione”. Singolare caso di una Congregazione che viene, prima “fondata” da un contratto civile, e dotata di un patrimonio finanziario, e poi “costituita” da un gruppo di persone che liberamente si associano “per-la-missione” (cfr Contratto di fondazione, SVit, doc. 59, Opere 11, 231 ss).
