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CATANIA | L'esperienza dei seminaristi vincenziani presso la Locanda del Samaritano

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L’ESPERIENZA A CATANIA

È una cosa meravigliosa di vivere e fare la volontà di Dio verso i poveri e i bisognosi.
Io Abel Prelat LAHIRINA e mio fratello Eric Benedictus HARIYANTO siamo stati a Catania e abbiamo vissuto un’esperienza di vocazione durante il tempo di Natale. Abbiamo incontrato diverse persone e visitato diversi luoghi, tra cui la comunità delle Figlie della Carità e la Locanda del Samaritano. 

La prima esperienza che abbiamo vissuto è stata la partecipazione alla Santa Messa e al pranzo con i bimbini e i poveri presso le Suore. Successivamente, abbiamo aiutato e condiviso la vita con i ragazzi della Locanda. Per me, la Locanda è una vera casa di accoglienza, dove Gesù invita ad ascoltare e accompagnare i poveri, cioè coloro che hanno bisogno di aiuto, sia studenti sia lavoratori.

Quando siamo venuti in Italia, siamo stati accolti subito e non conoscevamo la sofferenza degli studenti che vivono fuori dal seminario; sembrava che non ci fossero problemi. In realtà è il contrario: ci sono tanti giovani che hanno bisogno di aiuto per i documenti, la casa e lo studio. Alcuni stranieri, soprattutto giovani, vivono in grandi difficoltà a causa della preparazione dei documenti, che non è facile e spesso non sanno dove andare né cosa fare. Ma grazie alla Locanda, tutto diventa meno difficile. Dicevano di sentirsi fortunati ad avere la Locanda del Samaritano che si prende cura di loro, non solo offrendo cibo, ma anche sostegno psicologico e soprattutto spirituale.

Abbiamo imparato tante cose attraverso la vita comunitaria. Nella comunità di Catania si vive davvero la semplicità, ma è una semplicità piena di amore e di felicità. La condivisione quotidiana ci ha aiutato a comprendere meglio la vita della comunità e l’amore fraterno. È vero che era la prima volta che ci siamo stati lì ma non ci siamo sentiti ospiti, perché ci hanno accolto con grande calore e ci hanno fatto sentirci che siamo a casa nostra.

I padri hanno tante cose da fare ogni giorno, ma non ci hanno mai lasciato soli, tutto abbiamo fatto insieme: la preghiera, la Messa, i pasti e anche le passeggiate. Alla fine, posso dire che la luce del Natale non illumina solo la città, ma illumina anche i nostri cuori.

Abel Prelat LAHIRINA
seminarista vincenziano