Skip to main content

27 Novembre - Festa della Medaglia Miracolosa. Il racconto dell'apparizione del 27 novembre 1830

 

27 novembre
BEATA VERGINE MARIA IMMACOLATA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA

Festa

Si ricorda oggi l’apparizione della B. Vergine Maria Immacolata a santa Caterina Labouré, avvenuta il 27 novembre 1830, a Parigi, nella cappella della Casa Madre delle Figlie della Carità. Dal­l’apparizione ebbe origine la celebre Me­daglia della Vergine Immacolata, che il popolo chiamò “miracolosa”. Da qui prese il nome questa festa, che il Papa Leone XIII approvò il 23 luglio 1894. 

Dal racconto dell’apparizione, scritto da santa Caterina Labouré (cfr. R. Laurentin  P. Roche, Catherine Labouré et la Medaille Miraculeuse, Paris 1976, pp. 290296).

Il 27 novembre 1830, il sabato precedente la prima dome­nica d’Avvento, alle cinque e trenta di sera, dopo la lettura del soggetto della meditazione, percepii, in mezzo a un gran­de silenzio, un rumore simile al fruscìo di una veste di seta, che proveniva dalla parte della tribuna presso il quadro di san Giuseppe. Volgendo lo sguardo da quella parte, vidi la Santa Vergine in piedi, all’altezza del quadro di san Giuseppe. La Beata Vergine stava in piedi e indossava una veste di colore biancoaurora, con un velo bianco che le arrivava ai pie­di. Sotto il velo si potevano scorgere i capelli, ma il volto era scoperto. I piedi poggiavano su un globo. Reggeva nel­le mani un altro globo, simboleggiante la terra, e ambedue le mani erano sollevate, in modo naturale, all’altezza del petto. Gli occhi poi erano rivolti al cielo. La sua figura splen­deva di tanta bellezza che non sarei capace di dipingerla.

Subito dopo vidi alle sue dita degli anelli luminosi ornati di gemme, di varia grandezza e splendore, che emettevano nu­merosi raggi. Questi raggi, che uscivano dalle gemme, si allargavano via via all’intorno e, giù in basso, arrivavano a coprire quasi del tutto i piedi della Vergine.

Mentre contemplavo la visione celestiale, la Beata Vergine rivolse gli occhi su di me e mi guardò. In quel momento udii una voce che diceva: “Questo globo, che tu vedi, rappre­senta tutto il mondo, specialmente la Francia; anzi ogni singolo uomo”. Mi riesce impossibile descrivere quel che sentivo e vedevo, né sono capace di dare un’idea della bellezza della visione e dello splendore dei raggi. “Questi raggi indicano le grazie che io spando su quelli che mi invocano”. Allora compresi quanto sia dolce invocare la Santa Ver­gine e quanto Ella sia generosa verso coloro che la pregano; compresi pure quanto numerose siano le grazie che Ella concede a quanti gliene chiedono e quale profonda gioia Ella provi nel donarle.

Mentre mi sentivo riempire da una gioia indicibile e non sapevo neppure se ero viva o no, attorno alla figura della San­ta Vergine apparve come un quadro, leggermente ovale, su cui erano scritte a lettere d’oro queste parole: “O Maria con­cepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi”. Contemporaneamente udii anche la voce che diceva: “Fa’ coniare una medaglia secondo questo modello: tutti co­­loro che la porteranno al collo riceveranno molte grazie; sa­­ranno colmati di benefici quanti la porteranno con gran fede”. A questo punto vidi il quadro girarsi e mostrarmi la parte posteriore della medaglia.

Un certo giorno, in seguito, mentre facevo la meditazione e riflettevo dentro me stessa su che cosa avrei dovuto far mettere sul retro della medaglia udii una voce che mi diceva: “La lettera M e i due cuori contengono significati sufficientemente eloquenti”.

Fonte: breviario vincenziano.