Operare con sinergia per realizzare la Sinodalità
Operare con sinergia per realizzare la Sinodalità
A conclusione dei lavori della prima sessione della XVI Assemblea Generale Ordinaria in preparazione al Sinodo dei Vescovi sono risuonate queste parole: “Comunione e missione rischiano di restare termini un po’ astratti se non si coltiva una prassi ecclesiale che esprima la concretezza della sinodalità (…), promuovendo il reale coinvolgimento di tutti” (9 ottobre 2023).
Questa preoccupazione della Chiesa è anche una dimensione che caratterizza la nostra vocazione vincenziana. Esigenza antica e sempre nuova per l’evangelizzazione, oggetto di un’accorata supplica di San Vincenzo, al termine di una lettera scritta a padre Stefano Blatiron a Genova.
“O Bontà divina, unisci strettamente tutti i cuori della piccola compagnia della Missione, e poi, mandale pure quello che vorrai. La fatica sarà lieta e qualsiasi compito facile, il forte darà sollievo al debole e il debole amerà teneramente il forte, e otterrà da Dio l’accrescimento della sua energia. Così, o Signore, la tua opera si compirà secondo la tua volontà per l’edificazione della Chiesa, e i tuoi operai si moltiplicheranno, attirati dall’edificazione di simile carità” (SVit III, 233).
Questa preghiera di San Vincenzo offre due indicazioni. il primo è che il reale coinvolgimento con l’altro è il frutto di una coscienza che sa pregare; e secondo, che la sua pratica è una conquista costante, che va monitorata nel quotidiano.
Entrare in sinergia pastorale con i confratelli non è un semplice movimento dovuto a un dovere esterno da praticare; è invece dare un volto concreto e pratico al mistero di comunione in Cristo che la nostra Compagnia missionaria intende esprimere.