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Abbiamo bisogno di un nuovo inizio. La carità: segno Pasquale

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LA CARITA' SEGNO PASQUALE!

Abbiamo bisogno di un nuovo inizio!
Mai come quest’anno, dopo l’ennesima crisi internazionale, questo sentimento è così diffuso. Se fosse possibile, "resetteremmo" tutto. Chi di noi non vorrebbe "riavviare" il sistema: ricreare una nuova socialità, ripensare le leggi dell’economia globale, rafforzare i legami solidali tra popoli e generazioni, ritornare a prenderci cura dell’ambiente e delle vite umane. In una parola: collaborare a costruire il mondo nuovo.

Ma c’è qualcosa che ce lo impedisce. E’ un veleno che poco a poco intorbidisce l’ambiente, inibisce ogni tentativo di cambiamento, addormenta le coscienze. Perché di fronte alla violenza fisica, alla corruzione morale, alle tante vittime innocenti, cresce in noi un pesante interrogativo: di fronte al male, nelle sue varie forme, che fare? Siamo presi da un sentimento di impotenza e frustrazione.

Ci piacerebbe incidere sui meccanismi sociali, fare la differenza per contrastare l’imbarbarimento sociale e culturale a cui assistiamo, tornare a far percepire la proposta cristiana come necessaria per far respirare le nostre vite e il nostro vivere comune.

L’interrogativo poi si trasforma in un dubbio radicale: forse non ci si può far niente! E cominciamo a pensare all’ineluttabilità del male. Niente potrà mai cambiare. Di fronte all’ingiustizia e all’esclusione sociale che generano continuamente nuovi poveri bisogna dunque rassegnarsi. Di fronte alla logica della guerra e del conflitto permanente non c’è apparentemente soluzione.

Eppure, nel Vangelo, Cristo si fa solidale con l’incomprensibile sofferenza degli innocenti, piange la morte di coloro che ama, perdona i peccatori, ha uno sguardo di misericordia verso chi inquina ambiente e rapporti umani. Vuol dire che c’è una forza invincibile: l’onnipotenza del suo amore!

S. Giovanni dichiara: «noi abbiamo creduto all’amore!» (1 Gv 4,16). Credere all’amore, in ogni situazione, in ogni disastro, in ogni vita compromessa, è una qualità divina. Credere all’amore significa far prevalere sempre le ragioni dell’amore. Ecco il programma di vita.

Dio ci ha regalato una notte per fare nostro questo programma di vita. La notte di Pasqua è il nostro nuovo inizio. E arriva puntualmente una volta l’anno. In questa notte noi andiamo alla fonte. Di Pasqua in Pasqua, avanzando da un inizio ad un nuovo inizio, si costruisce la vita. Perché se Cristo è risorto, tutto diventa possibile. Allora si può tornare a credere all’Amore che vince tutto, alla Carità che è più forte dell’odio, alla Luce che splende nelle tenebre, alla Vita che trionfa sulla morte!

«Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita se amiamo i fratelli!» (1 Gv 3,14). La nostra carità ha una radice pasquale ineludibile. Ovunque siamo, instancabilmente il Risorto ci raggiunge e ci invia. E poco a poco, quasi per miracolo, il fuoco della Carità, di persona in persona, si propaga, si diffonde e vince ogni male!

Auguri sinceri. P. Nicola Albanesi CM

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