Roma - San Silvestro

Quando il 7 agosto 1814 fu ristabilita la Compagnia di Gesù, ai gesuiti fu restituita la Chiesa di S. Andrea al Quirinale, che al momento della loro soppressione era stata concessa alla Congregazione della Missione. In cambio ai missionari fu concessa laChiesa e il Convento di S. Silvestro. I missionari trovarono la casa completamente spoglia. Tutto era stato asportato, perfino la chiave. I missionari, che non avevano preso nulla a S. Andrea, si trovarono in difficoltà. La casa era diroccata anche per un terremoto. Ottennero un aiuto dalla Camera Apostolica.
In seguito i missionari poterono aprire così il loro noviziato (Seminario interno), che a fine anno 1815 aveva 32 aspiranti missionari. In questo periodo vi fece il noviziato il servo di Dio Francesco Folchi, C.M.
Alla morte di Pio VII i cardinali si riunirono nella nostra Chiesa e al canto del «Veni Creator» si incamminarono verso il Quirinale. Questo si praticò anche per i conclavi successivi fino all'elezione di Pio IX. Leone XII (1823-29), viste le condizioni della casa, diede ai missionari 4.000 scudi; altri 500 scudi furono concessi dal papa per l'acquisto di una vigna, perché servisse come luogo per le vacanze. Il papa concesse ai missionari anche la metà dei fondi del Monastero di S. Ambrogio, da cui si ricavavano 7.000 scudi.
Il 14 ottobre 1832 il card. Carlo Odescalchi vi consacrò vescovo titolare di Icosia S. Eugenio de Mazenod (1782-1861), fondatore degli Oblati di Maria Immacolata.
Dopo la presa di Roma (1870) la Chiesa e il Convento furono oggetto delle Leggi di soppressione. Gran parte del Convento fu confiscato, con un indennizzo di L. 5.985. Alla comunità fu lasciata la cura pastorale della Chiesa e solo una parte del Convento, come Rettoria. Per allargare la strada di via XXIV Maggio, furono demolite due cappelle e fu costruita una nuova facciata.
Nel 1946 la Chiesa fu dotata di un nuovo organo a spese dei Missionari. Il chiostrino adiacente la Chiesa fu restaurato nel 1962.
Negli anni del Concilio Ecumenico Vaticano II la casa fu abitata dal P. Annibale Bugnini, C.M., (1912-1982), che fu Segretario della Commissione preparatoria del Concilio (1959-1962); Segretario del Consilium ad exequendam Sacram Liturgiam (1964-1969). Il 6 gennaio 1972 fu nominato Arcivescovo Titolare di Diocleziana e il 13 Febbraio 1972 fu ordinato Vescovo. Ricoprì la carica di Segretario della Congregazione per il culto Divino dal 5 Maggio 1969 al 4 gennaio 1976 quando fu nominato Pro-Nunzio in Iran dove rimase fino alla morte avvenuta poi in una sua permanenza a Roma il 3 luglio 1982.
Nello stilare i testi del suo noto volume sulla Riforma Liturgica (1948-1975), mons. Bugnini così ricordava la casa di S. Silvestro al Quirinale: « S. Silvestro al Quirinale, la casa religiosa vincenziana a me carinissima, non solo perché vi ho passato la maggior parte della mia vita romana, ma soprattutto perché tra quelle mura, in quella chiesina, « tutta d’oro e trapunta di straforo », come nel secolo XVI si esprimeva il domenicano frà Mariano, in quelle stesse stanze che io abitavo mi pareva aleggiasse ancora la presenza del Card. Guglielmo Sirleto († 7 ottobre 1585) e della Commissione liturgica, composta la più parte di teatini che dal 1566 in poi compirono la riforma liturgica decretata dal Concilio di Trento e che va sotto il nome di s. Pio V. San Silvestro era solo da una decina d’anni (dal 1555) la casa madre dei teatini, che ne avevano fatto un centro di studi e di spiritualità biblica e teologica. Il messale che usava il Card. Sirleto e da lui postillato per la riforma della Messa, ora conservato alla Biblioteca Vaticana, porta il sigillo « Biblioteca sancti Silvestri ». Questi particolari mi furono molto cari, vedendo nelle circostanze personali quasi la continuità di una tradizione, preziosa quant’altri mai nella vita della Chiesa».
Mentre si fremeva per il grande rinnovamento della Chiesa e della la Riforma Liturgica, in accesa polemica sulla Messa un settimanale umoristico italiano pubblicò una serie di articoli scanzonati. Mons. Bugnini così ricorda nel suo libro: «Appresi da quelli che il direttore della sezione romana del periodico, per rendersi conto personalmente delle cose, un giorno volle assistere, in incognito, alla mia Messa a S. Silvestro al Quirinale e notò con sorpresa che celebravo ad un altare sul quale troneggiava una immagine di S. Pio V (cappella della Madonna delle Catene), in latino (era il tempo in cui in privato era obbligatorio celebrare in latino). Scrisse pure che, a suo giudizio, il celebrante celebrava «con fede ». E concluse: «Ma come è possibile che questo prete al mattino celebri davanti a S. Pio V, in latino, col messale tridentino, e poi, alla sera imponga alla Chiesa la Messa riformata in lingua volgare tradendo il concilio di Trento?».
Erano anni di manifestazioni pro e contro: segno tangibile che il popolo seguiva con cosciente e crescente amore la riforma e che il lavoro degli esperti doveva trovare una convalida nella comprensione della gente se si voleva che quel cambiamento li conquistasse.
Attualmente la casa ospita un piccolo gruppo di sacerdoti che studiano nelle Università romane.

Roma - San Silvestro

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